1. Vento Di Battaglia

Non è facile fare il dj, soprattutto quando non lo sei affatto. Ci sono comunque dei discreti vantaggi. Ad esempio non hai bisogno di dilungarti quando ti chiedono dove hai suonato. E nessuno può biasimarti se non conosci quella canzone che fa na na na e poi la la la, quella che poi c’è la batteria e poi entra il basso e la canta quello che faceva parte di quel gruppo, diavolo ce l’avevo sulla punta della lingua 5 anni fa. E ancora, se ti chiedono, “Mi metti Il Clarinetto di Arbore?”, puoi rispondere – senza sembrare problematico – “Certamente. Dove lo vuoi?”.

Ma mi sto dilungando e mi capita spesso. Sono Dj Pinu e come da contratto, sono qui per un motivo ben preciso: parlare di musica. Né buona né cattiva, semplicemente musica che parla di frisbee. Senza saperlo e proprio qui sta il bello. Nei nostri appuntamenti – ah, non sono uno che dà via la musica al primo, è bene specificare che poi la gente si fa idee strane – approfondiremo la storia, il testo e quant’altro di una canzone scelta per il motivo di cui sopra: poiché, pur ignorandolo, parla dello sport più bello del mondo. No, non del curling, sempre del frisbee. Sarà un viaggio avventuroso, alla scoperta di “pezzi” (così vengono chiamati nell’ambiente del djismo, almeno così mi ha detto un amico che ha un parente che lavora per uno che fa manutenzione al giardino del vicino di David Guetta) conosciuti e non. Alla fine, potrete aggiungere il “pezzo” alla vostra playlist pre-gara, suggerirlo agli amici o confessare ai vostri genitori che leggete fesserie del genere ma è anche la prima e ultima volta.

Che dite, cominciamo? Inforcate le cuffie e alzate il volume:

I Crystal Castles sono un duo canadese formato da Ethan Kath e Edith Frances. Prima di lei Alice Glass, la prima “storica” voce che ha annunciato il proprio abbandono (per tentare una carriera da solista) su Facebook, l’8 ottobre 2014. Ethan – strumenti e produzione – non l’ha presa benissimo e al grido di pippobaudiana memoria “L’ho inventata io, l’ho inventata!”, ha cancellato le tracce di Alice (un po’ come gli egiziani con Akhenaton) puntando tutto sulle doti della Frances. Qualche mese fa, con l’animo sofferente di fan deluso, ero comunque presente al concerto bolognese. E sorpresa: quasi tutta la scaletta, il 90% se non di più, era impostata sui pezzi incisi con Alice e urlati nell’occasione dalla bionda Edith. Per il giubilo dei presenti. E Ethan, dall’ultima volta che l’ho visto – sempre a Bologna, nel 2013 – avrà preso 20-25 kg buoni. Detto questo, Air War è ovviamente uno dei pezzi storici del duo electro-industrial (!), uscito alla fine del 2007 come singolo, poi inserito in Crystal Castles (I), l’album di esordio . La canzone fa così:

Bronze by gold heard the hoofrons,
Steelyringing imperthnthn thnthnthn.

Chips, picking chips off rocky thumbnail, chips.
Horrid! And gold flushed more.

A husky fifenote blew.
Blew. Blue bloom is on the
Gold pinnacled hair.
A jumping rose on satiny breasts of satin,
Rose of Castille.

Trilling, trilling: I dolores.
Peep! Who’s in the… peepofgold?
Tink cried to bronze in pity.
And a call, pure, long and throbbing. Longindying call.

Decoy. Soft word. But look! The bright stars fade. O rose! Notes
Chirruping answer. Castille. The morn is breaking.
Jingle jingle jaunted jingling.
Coin rang. Clock clacked.

Avowal. Sonnez. I could. Rebound of garter. Not leave thee.
Smack. La cloche! Thigh smack. Avowal. Warm. Sweetheart,
Goodbye!

When love absorbs. War! War! The tympanum.
A sail! A veil awave upon the waves.
When first he saw. Alice!
Full tup. Full throb.
Warbling. Ah, lure! Alluring.

Martha! Come!
Clapclop. Clipclap. Clappyclap.
Goodgod henev erheard inall.
A moonlight nightcall: far: far.
I feel so sad. P. S. So lonely blooming.

Listen!
The spiked and winding cold seahorn. Have you the? Each and
For other plash and silent roar.
Pearls: when she. Liszt’s rhapsodies. Hissss.

Se pensavate di preparla per le serate al karaoke…lasciate perdere. In ogni caso ci sono parecchie cose interessanti da dire al proposito. Prima di tutto è bene specificare che le parole sono tratte paro paro dall’Ulisses di James Joyce, in particolare dall’Episodio 11 (“Sirens“), una citazione colta ma non corta di tutto rispetto per due che poi hanno girato un video del genere, uno stream of foolishness più che di consciousness. Alice dimostra una discreta abilità da declamatrice mentre – piaccia o no – la base di Ethan spacca i culi. Anche chi è riuscito a trattenersi (tipo alle morbide FruitJoy tu resistere non puoi, devi devi devi…), nulla potrà al minuto 1:21, quando Alice riattacca con quel barbarico “War!”: è il momento di scatenare le membra, scaricare l’adrenalina e pensare “Me lo mangio quel cazzo di frisbee!”. Se proprio non dovesse bastare – e parlo per i maschietti -, potrete trarre ulteriori motivazioni dalla strofa prima, da quel “Rebound of garter“: ho sempre pensato che dicesse “Rebound of God”, rimbalzo di Dio, espressione tanto insensata quanto affascinante; in realtà il significato è molto più “basso”, ma contribuisce non poco ad alzare il morale della truppa, ed è “Rimbalzo di giarrettiera“. Hai capito Giacomo (come lo chiamavano negli anni triestini)…tutto compito e intellettuale, con quegli occhialini un po’ così…poi invece alla fine…

Dov’è il frisbee in questo mappazzone? Non c’è. Se avete letto attentamente – e date un’occhio alla categoria in cui questo articolo è inserito -, non avrete bisogno di spiegazioni. Diciamo che questo è stato un riscaldamento, un modo per rompere il ghiaccio e anche un po’ il tympanum. Dal prossimo appuntamento, entreremo più nello specifico. Sarà un lungo viaggio. Riposatevi.

Stretcho i flessori e afferro il disco.

Dj Pinu
Dj Pinu

Dj Pinu "è un prodotto della mente. Anzi, ha prodotto della menta ma non era autorizzato per cui l'hanno imprigionato". Ultratrentenne, bolognese di adozione, pur sapendo poco o niente di musica, ha sempre desiderato scriverne. Il sogno - si vocifera solo perchè amico del direttore - si è finalmente avverato.