Italiani all’estero. Luca Marradi da Grenoble (Francia)

Ha iniziato a giocare nel 2006 nei Pirates di Viareggio e vanta 2 presenze nella Nazionale master: Europei Beach del 2013 in Spagna ed Europei del 2015 in Danimarca. Ora abita a Grenoble da 4 anni e mezzo. Questa la sua esperienza da italiano all’estero.

P: In che squadra giochi attualmente?
L: Gioco con i Monkey di Grenoble, hanno due squadre open e una femminile. La squadra organizza due tornei all’anno, uno mixed a settembre, il secondo invece è un hat in febbraio, dura 4 giorni ed essendo organizzato sulle Alpi si possono alternare giornate sulle piste da sci e partite di ultimate.

P: Come valuti il movimento francese rispetto a quello italiano?
L: Il movimento in Francia direi che è più capillare rispetto all’Italia: viene praticato in tutte le università ed è conosciuto anche nelle scuole superiori. Mi è capitato ad esempio di giocare con colleghi di lavoro che, pur non praticandolo in una squadra, conoscevano lo sport perché lo avevano imparato a scuola.
Anche le squadre sono più omogeneamente distribuite rispetto all’Italia, ovviamente il grosso è nei dintorni di Parigi ma più o meno ogni città ha un club di riferimento.
A livello di nazionali, poi, c’è un investimento della federazione più omogeneo, nel senso che tutte le categorie vengono valorizzate, non solo le nazionali maggiori. Inoltre sono diversi i giocatori francesi che sono andati in Canada per fare selezioni e provare a competere ai massimi livelli in Audl o in Usa Ultimate.

P: Per quanto riguarda la struttura del campionato?
L: Possiamo dire che sia simile rispetto all’Italia: i campionati sono organizzati a tappe e le squadre sono suddivise in varie serie, anche se il loro numero credo sia leggermente maggiore. Ogni squadra poi partecipa a 3 week-end completi di partite e spesso, per le fasi finali in cui si disputano i playoff, si fanno anche 700 chilometri per spostarsi da una zona all’altra della Francia.
Inoltre, per il campionato mixed sono previsti 2 week-end e le squadre sono divise in 2 categorie. Infine, esiste anche un campionato indoor.

P: Qual è la differenza principale che hai riscontrato nell’ambiente francese?
L: In Francia la cultura del frisbee è più diffusa e soprattutto vedo più partecipazione da parte degli adulti, sia per entrare nella nazionale Master sia per aiutare il movimento e ricoprire ruoli come allenatori o dirigenti. Spero che questo succeda anche in Italia, dove ci sono tanti giovani ma mancano giocatori di esperienza che abbiano voglia di far crescere il nostro sport.

Piero Pisano
Piero Pisano

...appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente. Tutto per un disco di plastica...