6. A caduta libera

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Che cosa determina il successo di una rubrica? Il numero di persone raggiunte su Facebook? I likes? Le condivisioni? La tua fidanzata che ti dice “Amore, scrivi benissimo!”? Tuo padre che ti dice “Si, tutto bello, ma quando ti trovi un lavoro vero?”? Forse, la risposta comprende, in percentuali variabili, tutti questi elementi. Personalmente, credo che una rubrica possa essere definita di successo quando nella posta trovi la prima lettera del tuo primo fan. E, guarda un po’, è proprio quello che è successo qualche giorno fa.

È con grande orgoglio che pubblico qui il contenuto della mail:

Caro Dj Pinu

ti seguo fin dal tuo primo articolo su itadisc. Nella mia vita ho assistito raramente ad una tale esplosione di talento. Sei stato una folgorazione e sei fonte d’ispirazione in ogni singolo momento della mia vita. Attendo con ansia il giorno (che non si è ancora capito quale sia) della settimana in cui uscirà il tuo pezzo. La cosa pazzesca è che dopo averli letti, ho la sensazione che siano già diventati dei grandi classici del genere, pietre miliari.

Toglimi una curiosità: in 1. Vento Di Battaglia, “quel barbarico “War!”” è una semicitazione de L’attimo fuggente? In ogni caso, è geniale e molto appropriato. Bravo, vivissimi complimenti.

Esauriti i complimenti (ne avrei da scrivere per ore ma per il momento mi limito a questi), mi permetto di suggerirti una canzone che, a mio modesto parere, parla di frisbee senza saperlo. Si tratta di Free Fallin’ di Tom Petty. La quale, tra l’altro, capita a fagiolo perché ho appena mollato la mia fidanzata.

Riceverai milioni di mail come questa e migliaia di proposte ‘bollenti’, perciò non mi dilungo oltre.

Ti saluto con la mia faccia sotto i tuoi piedi

Omar

Cosa fa l’autore di una rubrica di successo? Risponde, all’interno di quella rubrica, ai suoi fan.

Caro Omar, innanzi tutto, se dovesse ricapitare l’occasione, dammi tranquillamente del Lei. Ti ringrazio per le belle parole, anche se espresse in maniera un po’ goffa: si sente insomma che eri molto emozionato mentre scrivevi o, più probabilmente, non possiedi la capacità di scrittura del sottoscritto. Non importa, non ti preoccupare, sono comunque riuscito a cogliere l’essenza del discorso. E non è soltanto una sensazione, i miei pezzi sono già grandi classici del genere.

Detto ciò, non discuto di citazioni con gente che è palesemente di livello, intellettualmente parlando, inferiore.

Così come non mi faccio suggerire la musica da chicchesia. E rimettiti al più presto con la tua fidanzata: dove la trovi un’altra con i capelli e il naso che ti ritrovi?

A mai più

Fatto. Ci si sente bene nel rispondere ai propri followers, gente semplice in cerca di una guida. Bastano due frasi ad effetto e vanno in visibilio. Mi fanno tenerezza. E pure un po’ ribrezzo, ma solo ogni tanto.

Torniamo sul pianeta itadisc. Perchè in questo spazio si parla di canzoni. Questa settimana, ci trasferiamo a Gainesville, in Florida, a casa di uno dei cantanti più brutti nella storia dell’umanità: si tratta del biondo Tom Petty, leader dei Tom Petty And The Heartbreakers, un nome alquanto pretenzioso per il Nino D’Angelo americano. Comunque i ragazzi ci sanno fare e, nonostante vicende anche travagliate, negli anni d’oro hanno collaborato anche con artisti del calibro di Bob Dylan e ottenuto un triplo disco di platino per alcuni singoli di successo tra cui Free Fallin’, un pezzo che probabilmente avrete già sentito. Specialmente se avete pianto e gioito per Jerry Maguire, un film che uno sportivo non può non avere nella propria top ten. Se “Mi avevi già convinta al ciao” non vi dice nulla, allora non voglio conoscervi. Rimaniamo buoni estranei. Allora, Jerry è appena stato a casa di Frank Cushman, futura prima scelta al draft della Nfl e ultimo cliente in grado di garantirgli una grossa fetta di torta; il papà di Frank, Keith, gli ha dato la sua parola (“solida come una quercia”) che è ancora l’agente di suo figlio; Jerry allora sale in macchina e sfoga tutto il suo sollievo, tutta la sua folle gioia, cantando il ritornello di una canzone che fa

 She’s a good girl, loves her mama
Loves Jesus and America, too
She’s a good girl, crazy ‘bout Elvis
Loves horses and her boyfriend, too

It’s a long day living in reseda
There’s a freeway runnin’ through the yard
I’m a bad boy ‘cause I don’t even miss her
I’m a bad boy for breaking her heart

And I’m free, free fallin’, fallin’
And I’m free, free fallin’, fallin’

All the vampires walkin’ through the valley
They move west down Ventura boulevard
And all the bad boys are standing in the shadows
And the good girls are home with broken hearts

And I’m free, free fallin’, fallin’
Now I’m free, free fallin’, fallin’

Free fallin’,
Now I’m free fallin’,
Now I’m free fallin’,
Now I’m free fallin’.

I wanna glide down over Mulholland
I wanna write her name in the sky
I wanna free fall out into nothin’
I’m gonna leave this world for a while

Now I’m free, free fallin’, fallin’
Now I’m free, free fallin’, fallin’

Mai colonna sonora fu più appropriata. È esattamente quello che sta succedendo a Jerry che ha appena mollato la propria fidanzata (la deliziosa Kelly Preston, rimediando una ripassata memorabile) e un po’ si dispiace per provare poco rimorso: ma è il suo momento di gloria, è il momento di spiccare il volo e poi cadere, liberamente, senza freni, senza preoccupazioni, “lasciando questo mondo per un istante”. Che belle parole e che bella immagine. E che significato nascosto: Tom Petty, nonostante quel capello e quella dentatura inguardabili, è il sesto autore che parla di frisbee senza saperlo e il primo che si immedesima nel disco, nell’attrezzo vero e proprio (ci avevano già provato gli Alan Parsons Project, ma con scarsa convinzione), immaginando di andare su e poi tornare giù, in caduta libera, fiducioso probabilmente che un bravo ricevitore sia lì, pronto ad afferrarlo. La donna che ha lasciato, altri non è che la mano dell’atleta che lo ha lanciato, un distacco che era nell’ordine naturale delle cose, per cui è superfluo provare rimorso. Mettete Free Fallin’ nella vostra playlist prima di una partita particolarmente importante. Cancellatela se vi state imbarcando su un aereo.

È tutto, anche per questo sesto appuntamento.

Stretcho i muscoli e afferro il disco.

Dj Pinu
Dj Pinu

Dj Pinu "è un prodotto della mente. Anzi, ha prodotto della menta ma non era autorizzato per cui l'hanno imprigionato". Ultratrentenne, bolognese di adozione, pur sapendo poco o niente di musica, ha sempre desiderato scriverne. Il sogno - si vocifera solo perchè amico del direttore - si è finalmente avverato.