E alla fine arriva la fagiolata

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Anche se nessuno ne ha sentito la mancanza, torna la rubrica che Gazzetta.it ha messo nella top ten della propria “Ma dai!“, la linea ironico-comica del portale sportivo in rosa. Dj Pinu – che poi sarei io e se c’è qualcosa che odio sono le persone che parlano di sé in terza persona – si è piazzato prima della notizia “Casillas (attuale portiere del Porto, nda), il giornalista rivela: ‘Mi fece bere poi mi gettò nel cassonetto'” e immediatamente dopo “La svolta di Sara Tommasi: ‘Voglio allenare una squadra’”. Inarrivabile, al primo e meritato posto, “Trova Guardiola (attuale allenatore del Manchester City, nda)… sulla pizza. Tifoso dello United fa causa”. Tanto per farsi un’idea del livello di cui si sta parlando.

Le pause servono a capire, a prendere le distanze e a valutare le cose in maniera più distaccata, obiettiva. Mettendomi nei panni dei miei 4 lettori, ho capito che c’è stato un articolo che più di altri ha incontrato il loro favore. Sto parlando di 6. A caduta libera: per chi non l’avesse letto, non era sui Subsonica, bensì sulla prima lettera ricevuta dal primissimo fan di questa pazza rubrica. Il segreto del successo era sotto i miei occhi: vita reale, fatti concreti, azioni fisiche, gente comune che scrive ai propri idoli e tranquilla che lavorava. Ma allora, perché cazzo mi sono arrovellato per settimane, sperando di conquistare la mia fetta di pubblico con il mio stile rapsodico? Ma pubblica una lettera, perbacco! Se i lettori vogliono la realtà, Dj Pinu dà loro quello che desiderano.

Caro Dj Pinu,

io sono un uomo e se una donna mi scorreggiasse a letto, la caccerei.
Odio la puzza delle scorregge. Mi è capitato qualche volta.
Una mia ex le faceva spezzettate, per non farsi notare, ma la puzza si sentiva, eccome che si sentiva. HO cominciato a fare commenti su che pattume si fosse magggnata, beh , alla fine ha smesso.
Un’altra volta sono uscito con una donna molto affascinante, avrei fatto qualsiasi cosa per fare l’amore con lei, quando abbiamo cominciato a rotolarci nel letto le è scappata una scoreggia, si è scusata mille volte, capita lo so, ma io non sono più riuscito a vederla con gli stessi occhi, e non sono riuscito a farci l’amore.
Mi si è ammosciato il pisello.

Quindi ti capisco.
Hai tutta la mia solidarietà

Luigi

Confesso: al principio, ho sospettato che Luigi avesse sbagliato mittente. Ma ho velocemente scartato questa ipotesi non perché fosse poco credibile, ma perché ricevo un numero talmente esiguo di mail da ammiratori che mi accontento letteralmente di quello che passa il convento. Perciò, ho così risposto

Carissimo Luigi,

in questi tempi di confusione e promiscuità sessuali, hai fatto cosa buona e giusta specificando di essere di genere maschile. E, inoltre, molto concreto: hai un problema con le donne che scoreggiano a letto. Ci sta, è umano. C’è una bella frase di Auden, che fa al caso tuo: “Alla maggior parte della gente piace leggere la propria scrittura e annusare la puzza dei propri peti”. Pensa quanto sarebbe strano fare il contrario: leggere i propri peti e annusare la propria scrittura! Ah ah ah! Era per sdrammatizzare, torniamo a noi.

Dici che la tua ex le faceva “spezzettate”: ti rendi conto del supplizio a cui l’hai sottoposta? E poi, e lo dico pure per te, non sarebbe stato cento volte meglio farne una potente per liberare in un colpo solo l’aria contenuta all’interno dell’intestino? Riflettici, soprattutto per il futuro. Poi, non vorrei apparire pignolo, però sarebbe “eccome se si sentiva” e non “eccome che si sentiva”. L’italiano è importante. “Ho cominciato a fare commenti su che pattume si fosse magggnata, beh , alla fine ha smesso”. Cioè ha smesso di mangiare? È una ex fidanzata o una ex viva? Fammi sapere.

Ah, l’amour! Le schermaglie, le avvisaglie, i segnali, i sospiri e le malattie infettive. Perché rovinare tutto questo con un gesto tanto basso come una scoreggia, giusto qualche secondo prima dell’atto supremo? Come rovinare un Picasso o scalpellare il David di Donatello. Ma certo che non sei più riuscito a guardarla con gli stessi occhi! E scommetto che avresti anche voluto il naso di qualcun altro per non sentire quell’odore sgradevole, talmente fuori luogo da far drasticamente calare il tuo desiderio lungamente coltivato. Piccolo consiglio per la prossima volta: evitiamo espressioni “forti” come quella che inizia con “Mi si è”, hai capito quale. Cerchiamo di mantenere un certo tipo di linguaggio, nel rispetto dei principi fondanti del sito che ci ospita. Tanto per dire, non sarebbe stato l’ideale neanche “Il cazzo non mi è più venuto duro”. Non usiamo queste parole su itadisc.

Partendo dal presupposto che tu hai scritto a me e non mi ricordo di aver mai parlato dei miei problemi di flatulenza notturna con chicchessia, incasso la tua comprensione e la tua solidarietà ma, di fatto, non so bene che farmene. Un consiglio, infine, per trovare la persona che desideri: cerca di essere più tollerante, ognuno ha i propri punti deboli e qualche volta il nostro corpo reagisce in maniera inaspettata. Siamo essere imperfetti, ed il bello sta proprio lì. Soprattutto, seleziona con più cura i posti in cui portare a cena le tue prede: so che sei un cliente affezionato de “La Fagiolata – da Mimmo”, ma ne va della tua felicità sotto le lenzuola.

Dj Pinu

In bocca al lupo Luigi, il tempo è galantuomo, chi infesta chimicamente la camera da letto un po’ meno. Anche lui troverà la propria strada: si accorgerà che oltre alle scoregge, come cantavano Giò Squillo e Sabrina Salerno, “c’è di più”. Le finestre aperte ad esempio, o le diete equilibrate o, ancora, il carbone vegetale. Mi sento sempre molto bene quando posso aiutare il prossimo. Nel senso del prossimo che mi scriverà. Ma non mi considero un supereroe o un idolo, soltanto una persona oggettivamente al di sopra dei propri simili. D’altra parte, lo dicono anche i Chase & Status che non ci sono più gli idoli di una volta e se lo dicono loro, possiamo crederci. Di che diavolo sto parlando? Ma del duo elettro-dubstep (e molti altri generi) formato da Saul Milton (Chase) e Will Kennard (Status). Conosco un aneddoto divertente su questi due ragazzi inglesi, i quali da anni sono ospiti fissi delle discoteche di Ibiza, la “Isla Bonita”, a mi me gustaria ir: tipo che il primo anno sono andati là con un sacco di creme dopo sole, poi hanno preso un casino di sole e si sono bruciati. Comunque, nel 2011 esce No More Idols, il secondo lavoro dei due londinesi: un album che parte alla grande, con No Problem e sfocia in End Credits, pezzo finale e anche forte, a mio modesto parere, del disco. Una canzone che fa così

When the blood dries in my veins
And my, heart feels no more pain
I know, I’ll be on my way
To heaven’s door

I know when I knock
I’ll be hoping I don’t drop
To a place where I will rise, like before

I know when I knock
I’ll be hoping I don’t drop
To a place where I will rise, like before

I can feel,
Something happening that I’ve never felt before
Hopeless dreaming,
Will start dragging me away from heavens door

I can feel,
Something happening that I’ve never felt before
Hopeless dreaming,
Will start dragging me away from heavens door

When my mind stops thinking
And my eyes stop blinking
I hope,
Somebody’s there

When my heart stops beating
And my lungs stop breathing
In air,
I hope somebody cares

When the blood dries in my veins
And my, heart feels no more pain
I know, I’ll be on my way
To heaven’s door

I know when I knock
I’ll be hoping I don’t drop
To a place where I will rise, like before

I know when I knock
I’ll be hoping I don’t drop
To a place where I will rise, like before

I can feel,
Something happening that I’ve never felt before
Hopeless dreaming,
Will start dragging me away from heavens door

When my mind stops thinking
And my eyes stop blinking
I hope,
Somebody’s there

When my heart stops beating
And my lungs stop breathing
In air,
I hope somebody cares

When my mind stops thinking
And my eyes stop blinking
I know,
At the end

Non c’è che dire, questo pezzo dal forte sapore drum & bass è parecchio carico. E pure il testo, per il pezzo che è, ha un suo perché. Qualcuno dice che parla di morte, più di un commento su youtube la definisce la perfetta canzone da funerale. Sbagliato, ovviamente. Questo uomo col cappuccio sta descrivendo una tipica azione del frisbee, ovvero quel breve lasso di tempo tra l’effettiva presa sul disco (subito dopo aver stretchato i flessori) e l’atterraggio sul tappeto verde: in aria il cuore smette di battere e i polmoni smettono di respirare, “speriamo che qualcuno (l’ambulanza, verosimilmente) se ne preoccupi”, pensa l’atleta. Un ipocondriaco di primissimo livello che sente addirittura il sangue seccarsi nelle vene e si vede già proiettato verso il paradiso. Esagerato. Come quel mio vicino di casa che con 37.2° di febbre invocava l’uno e trino supplicandolo di prenderlo senza farlo soffrire. At the end, alla fine, il tizio ricade tranquillamente sul manto erboso e la storia finisce lì. Tanto rumore per nulla. Non come le fidanzate di Luigi.

Aggiungete questo pezzo alla vostra playlist, antidoto, se ne esiste uno, agli infortuni post-presa. E non esagerate con le fagiolate, per il bene della vostra incolumità e dei vostri partner. È tutto, anche per questo decimo appuntamento.

Stretcho i flessori e afferro il carbone vegetale.

Dj Pinu
Dj Pinu

Dj Pinu "è un prodotto della mente. Anzi, ha prodotto della menta ma non era autorizzato per cui l'hanno imprigionato". Ultratrentenne, bolognese di adozione, pur sapendo poco o niente di musica, ha sempre desiderato scriverne. Il sogno - si vocifera solo perchè amico del direttore - si è finalmente avverato.