Il battesimo di un frisbeesta

È periodo di sacramenti. Personalmente, le ultime settimane sono state molto impegnative e posso dire con orgoglio di averne collezionati la maggior parte: in ordine cronologico Cresima, Battesimo, Comunione (anche conosciuta come Eucarestia) e all’orizzonte ben due Matrimoni. Mancherebbero giusto la Penitenza (ma ne ho fatte parecchie in passato, all’asilo, e sceglievo sempre “Testamento”), l’Ordine e l’Estrema Unzione, sperando che non sia la mia.

Sono occasioni speciali, da celebrare degnamente. È sempre piacevole riabbracciare parenti che non vedi da tempo o conoscere persone nuove e mediamente interessanti. Ma rimango sempre affascinato e stupito da chi non vede letteralmente l’ora di essere invitato a questo o quell’altro evento: ho visto coppie cariche a mille pronte ad affrontare un’estate di 7-8 matrimoni, con un entusiasmo a me incomprensibile. Passino uno, due al massimo. L’anno scorso sono arrivato a quattro: ho cercato in tutti i modi di dare forfait per l’ultimo, incatenandomi alla ringhiera del balcone con i rami del gelsomino, ma la mia dolce metà non ha voluto sentire ragioni. Sono appuntamenti impegnativi a livello fisico e mentale, ci vogliono settimane per riprendersi dalle fatiche di una giornata estiva trascorsa a tavola a mangiare anche i tovaglioli e a bere fino all’ultima goccia di alcol. Ma soprattutto, bisogna fare IL regalo: che non so a voi, ma a me è una cosa che terrorizza. Non tanto per i matrimoni, lì ci sono liste di oggetti, viaggio, contributi pecuniari, ecc. L’incubo sono i battesimi e i suoi derivati: cazzo regali a un bimbo di qualche mese? E a uno di 8 anni? E alla ragazzina di 13?

Per fortuna, in quest’era di tutorial, esistono siti che vengono in soccorso di noi poveretti (nel senso economico) con scarsa fantasia. Ad esempio nostrofiglio.it, un portale che accompagna la coppia dal concepimento all’Estrema Unz…ehm…alla famiglia. Curiosa, permettetemi, la descrizione della sezione “Rimanere incinta” che recita:

Tutte le informazioni utili e consigli per chi è alla ricerca di un bambino. Il tool sui giorni fertili, i trucchi per avere un bambino, il calendario dell’ovulazione, i miti sulla fertilità.

I trucchi per avere un bambino. Che non prevedono, come invece mi aspettavo, bucherellare i preservativi con un ago, bensì, tra gli altri, prendere la vita con filosofia. E mi torna in mente un professore universitario che citando questo modo di dire s’incazzava, giustamente, come una scimmia: andate a dire a un minatore, “Ma sì, prendi la vita come un’estrazione di carbone!”. Il filosofo non ha altre armi se non la dialettica, il minatore, che fa un lavoro di merda e rischia la vita, ha il piccone e parecchia rabbia da smaltire. Vabbè, dettagli. C’è invece un’utilissima fotogallery dal titolo “Prima comunione: 20 idee regalo”. Vi supplico, dateci un’occhiata: si va dal pupazzo da preghiera (“Anche un peluche può aiutare i bambini a dire le preghiere”) alla t-shirt con la scritta “Ho fatto la prima comunione”; dalle candele col volto di Gesù (“Per illuminare la fede”, nei momenti bui) alle caramelle di San Francesco che avranno anche i loro begli anni. Fioccano proposte anche per la Cresima: tenetevi forte perché si può puntare su un ritiro spirituale o su qualcosa di più normale, più quotidiano, una semplice udienza col Papa (!). Gran finale con le frasi d’auguri per i bigliettini: vince – ma che dico?! – stravince “Hai compiuto un passo importante verso la Luce. Continua a camminare in pace col Signore”, da posare accanto all’altro biglietto “Buona guarigione dal coma!”.

Io alla fine ho optato per la scatola degli eroi che “invece dei soliti soldatini di piombo o degli Action Heroes, contiene un altro tipo di personaggi eroici: i santi, da padre Pio a san Francesco d’Assisi”. Mio nipote ne sarà deliziato, finalmente qualcuno in grado di tener testa all’Incredibile Hulk. Problema brillantemente risolto, a volte basta fidarsi, avere fede, credere nei consigli di nostrofiglio.it e nel fatto che un angioletto USB possa compiere il miracolo di contenere più di 8Gb. Insomma, nei momenti difficili abbiamo bisogno di credere in qualcosa. O come direbbero i Chemical Brothers, we need to believe in something. Sfiorai un concerto degli ex fratelli polvere nel lontano 2007, quando una serie di sfortunati eventi mi impedì di aggregarmi a due miei amici che ci andarono in furgone, dormendovi poi nel retro. A quanto ne so non si drogarono né trascorsero una notte di sesso occasionale. Non è una storia poi tanto eccitante, me ne rendo conto. Qui si parla di elettronica di serie A, Rowland e Simons hanno raggiunto, nella loro ormai ventennale carriera, vette altissime. Tra i pezzi più popolari sicuramente Hey Boy, Hey Girl (1999), Do It Again (2007) e appunto Believe, uscito nel 2005 e contenuto nell’album Push The Button. L’inizio del videoclip sembra quello di Call On Me (Eric Prydz), un video passato alla storia per la… regia, particolarmente curata e incisiva. Qui invece prende tutt’altra piega, col protagonista inseguito da un malefico robot da catena di montaggio.

 

Il testo non è da “Premio Nobbile”:

Oh
I needed to believe in something
I need you to believe in something
I needed to believe something
I need you to believe in something
I needed to believe
I needed to believe
oh
oh
I needed to believe in something
I need you to believe in something
I needed to believe something
I need you to believe in something
I needed to believe
I needed to believe
I needed to believe
I needed to believe
oh
I’m moving in between
can you feel me in between
I’m moving in between
can you feel me in between
oh
oh
oh
oh
I needed to believe
I needed to believe

Si sono impegnati di più per la base, un continuo saliscendi che manco il bruco delle giostre di Zola Predosa, o i calci in culo di Calderino. Avevo bisogno di credere in qualcosa, ho bisogno che tu creda in qualcosa, avevo bisogno di credere in qualcosa, oh. Roba forte. Solo interrotta da “Mi sto muovendo in mezzo, puoi sentirmi in mezzo, mi sto muovendo in mezzo, puoi sentirmi in mezzo”. Oh. Ma in mezzo a che cosa? E chi dovrebbe sentirlo in mezzo? Nessun mortale lo sa, probabilmente solo Sant’Antonio da Padova, eroe dai poteri divinatori. Ma cercando per l’ennesima volta una spiegazione assurda che riconduca al frisbee, questo pezzo parla chiaramente dello sport che noi tutti amiamo per via di quel “oh”, ripetuto 8 volte: se si ruota il numero 8 di 90° in senso orario, si ottiene il simbolo dell’infinito; L’infinito è anche il titolo di una delle liriche più famose di Giacomo Leopardi in cui si cita una “siepe”. Ora, cos’è che finisce sempre oltre la siepe? Il disco del frisbee mal lanciato. CVD. Terrei buona anche l’ipotesi di un rapporto sessuale poco esaltante (“Io mi sto muovendo in mezzo, mi senti? No? E adesso?”).

Mettete Believe nella vostra playlist pre-gara, vi metterà le ali ai piedi che manco quella famosa bibita dall’odore nauseabondo. Vedrete che vi sentiranno là in mezzo, eccome se vi sentiranno. Perché avrete dalla vostra una fede solida come il granito e la maglietta con su scritto “Ho fatto il primo Greatest!”.

È tutto anche per questo mistico, dodicesimo appuntamento.

Stretcho i muscoli e afferro l’aureola.

Dj Pinu
Dj Pinu

Dj Pinu "è un prodotto della mente. Anzi, ha prodotto della menta ma non era autorizzato per cui l'hanno imprigionato". Ultratrentenne, bolognese di adozione, pur sapendo poco o niente di musica, ha sempre desiderato scriverne. Il sogno - si vocifera solo perchè amico del direttore - si è finalmente avverato.