Arbitri, observer e game advisor: quali sono le differenze?

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L’ultimate frisbee è uno sport auto-arbitrato… ma non sempre. Negli anni sono state introdotte varie figure, sia a livello sperimentale che in maniera definitiva (come in AUDL). Facciamo un breve e chiaro riepilogo.

ARBITRI: Nella lega professionisticha americana, la AUDL (ma anche nella MLU, che ora non esiste più) sono presenti gli arbitri. Questa scelta ha creato non poche critiche e polemiche nel circuito e anche con USA Ultimate, ma la decisione dei fondatori della lega è stata questa. I compito degli arbitri, in AUDL, è quello degli arbitri di qualsiasi sport: prendere delle decisioni. Fischiare le infrazioni e i falli, tenere il tempo di gioco ecc ecc. I giocatori non discutono, non parlano, non discutono. L’unica cosa che possono fare è andare contro la decisione dell’arbitro a proprio sfavore: si chiama “Integrity rule”. Se fai un intercetto “falloso” ma l’arbitro non fischia, tu puoi decidere di segnalare l’infrazione all’arbitro e riconscegnare il disco all’avversario. Se sei onesto. Altrimenti puoi andare avanti, l’arbitro non ha fischiato quindi puoi proseguire l’azione in attacco. A te la scelta.

GAME ADVISOR: La loro ultima apparizione è stata proprio recentemente, durante i World Games. I Game Advisor non prendono mai decisioni, il loro compito è solo quello supportare i giocatori nelle loro decisioni, aiutandoli nell’applicazione del regolamento, ricordando regole specifiche e tenendo i tempi sui pull e i turnover. In questo caso, quindi, i Game Advisor sono la figura che meno stravolge il concetto dell’auto-arbitraggio nell’ultimate. I giocatori si comportano abitualmente, fanno le chiamate e semplicemente, in caso di contestazioni, possono richiedere l’intervento di questi “esperti del regolamento” se hanno dubbi o lacune. Resta il fatto, però, che i Game Advisor NON possono prendere decisioni. Questo potere rimane nelle mani dei giocatori. La figura dei Game Advisor è stata introdotta nel 2014, dopo che la WFDF (federazione mondiale) ha istituito una commissione che ha rivalutato come armonizzare autoarbitraggio e godibilità dello sport, con l’obiettivo di ridurre le discussioni interminabili che si erano verificate in alcune partite negli anni precedenti.

OBSERVER: Arriviamo infine alla figura che potremmo definire “intermedia” tra le due viste sopra. Gli Observer entrano in gioco se vengono chiamati dai giocatori, possono dare cartellini e punizioni di squadra e aiutano i giocatori con la loro prospettiva. In quest’ultimo caso, se i giocatori si affidano agli observer, la loro decisione è vincolante, quindi prendono delle decisioni.

 

Queste sono le 3 figure principali che in questi anni sono nate nel mondo dell’ultimate. Rimane da dire che il 99% dei tornei e delle competizioni ufficiali rimane puro, cioè assolutamente auto-arbitrato, ma è importante iniziare a prendere confidenza con queste figure che, sempre più spesso, si vedono, in particolare a livello alto.

(Ringraziamo Dario Lucisano per la consulenza su questo articolo).

Piero Pisano
Piero Pisano

...appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente. Tutto per un disco di plastica...