L’Italia del calcio è fuori dal mondiale 2018. Riscopriamo altri sport

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Quest’estate non potremo tifare la nostra nazionale ai mondiali di calcio in Russia. Quale occasione migliore per tifare le nazionali di altri sport? O meglio, scoprire altri sport?

Vi chiederete: ma cosa c’entra, qua su Itadisc, un articolo sul calcio? Cosa hanno in comune il calcio, lo sport più amato e diffuso in Italia (per molti l’unico sport), quello che sposta più soldi, più tifosi, più interessi, con il nostro povero e misero frisbee? Qual è il punto di contatto tra il mondo del pallone, dove i giocatori adorano simulare e lamentarsi con l’arbitro, con il nostro microcosmo fatto di autoarbitraggio e rispetto per l’avversario?

Niente.

Per fortuna. Purtroppo.

Per fortuna siamo lontani anni luce da quell’ambiente dove i genitori del figlio A insultano i genitori del figlio B perchè il proprio figlio non è in grado di resistere ad un contrasto di gioco in cui il mignolo del figlio B ha sfiorato per sbaglio il sopracciglio del figlio A. Spettinando, inoltre, il figlio A.

Per fortuna siamo lontani anni luce da quell’ambiente in cui le tifoserie, invece che pensare solo a divertirsi, godere dello spettacolo e incitare i propri giocatori, hanno il potere di fermare le partite, invadere il campo da gioco, smontare interi stadi, lanciare sassate ai pullman, danneggiare città. O inneggiare a dittature passate. (Ancora, nel 2017, ancora con sta roba? Sono passati ormai 100 anni… è come se uno inneggiasse ai guelfi o a Napoleone… sveglia, è passato un pelino di tempo, per chi non se ne fosse accorto abbiamo sviluppato il pollice opponibile, adesso possiamo impugnare uno smartphone. O un frisbee).

Per fortuna siamo lontani anni luce da quell’ambiente in cui i giocatori si allenano anche per simulare, lamentarsi, ingannare l’arbitro, invece che pensare solo a migliorarsi.

Ma c’è anche un purtroppo.

Purtroppo non abbiamo minimamente gli stessi fondi e le stesse possibilità di investimento. Né la federazione, né le società sportive.

Purtroppo non abbiamo la stessa considerazione da parte delle autorità politiche (con rare eccezioni), lo stesso rispetto da parte dei gestori degli impianti sportivi (con rare eccezioni) e la stessa attenzione degli organi di informazione (con rare eccezioni, tra cui Itadisc).

Purtroppo non abbiamo gli stessi numeri, siamo la nicchia degli sport minori, la minoranza della minoranza…

Ma qualcosa sta cambiando e gli ingranaggi si stanno muovendo. Abbiamo passione, entusiasmo e tanta voglia di crescere. Il calcio in Italia (dati provenienti dal sito della Figc) registra negli ultimi un calo drammatico per quanto riguarda l’attività dilettantistica, -22% negli ultimi 8 anni, che significa aver perso 100.000 giocatori. Per quanto riguarda il settore giovanile e scolastico le cose vanno un pelo meglio, i numeri sono più o meno stabili dal 2008, anche se nell’ultimo anno sono scomparsi 25.000 tesserati.

Noi invece continuiamo a crescere, non solo in Italia, ma in tutto il mondo. E, ci piace pensarlo, conquisteremo tutto il mondo. Prima o poi.

Quindi, tornando alla mancata qualificazione dei nostri calciatori azzurri al mondiale 2018, perché non sfruttare questa occasione? Quest’estate proviamo a scoprire altri sport, altre nazionali: i nostri azzurrini under 20, ad esempio, saranno in Canada per difendere i nostri colori e dare il meglio di sé. Buttate un occhio.

Poi, se proprio non vedete altro che il calcio, fateci un favore. Per una volta, pensate al vostro partner. Visto che non potrete guardare i vostri azzurri, fate l’amore. Anche se non siete dei campioni, riescono a qualificarsi (quasi) tutti in quello sport.

 

Piero Pisano
Piero Pisano

...appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente. Tutto per un disco di plastica...