ET telefono frisbee

Reading Time: 3 minutes

Mesi turbolenti. La vita di un (non) dj è un po’ come alcuni documentari di History Channel: vale a dire che si capisce e non si capisce. In pratica, non si capisce un cazzo. Proviamo (come dicono in Romagna) di pensare a “Enigmi Alieni”, “la serie che scava tra simboli, leggende ed eventi inspiegabili per cercare le prove di una civiltà aliena“. Ci ho dato un’occhiata qualche giorno fa: si ipotizzava che dietro i grandi leaders (spesso sanguinari) della storia umana – dunque Gengis Khan, Napoleone, Hitler, Stalin e Brunetta, tra gli altri – ci fossero delle misteriose forze aliene. Come si dice, dietro un grande uomo c’è sempre una grande marziana. Il mondo stesso sarebbe governato da un’eterna ed equilibrata battaglia tra poteri extraterrestri, omini verdi e non che ci tengono per le palle nascosti nell’ombra, guidando le nostre azioni come faceva Mangiafuoco, splendidamente descritto da quel genio di Bennato nell’omonimo pezzo del ’77. La cosa curiosa è che per suffragare questa bizzarra ipotesi, c’era tutta una serie di interviste a studiosi ed esperti, quasi tutti provenienti dalla facoltà di Assurdità della prestigiosa Punta Raisi University: mi ha colpito il loro atteggiamento convinto e ammiccante, come a dire “Di cosa stiamo parlando? Davvero avete bisogno di altre prove?”, neanche si stessero affrontando tematiche quali la sfericità della terra, il riscaldamento globale o la pedofilia dei preti.

E allora ho pensato immediatamente alle rotelle. Soprattutto quelle che qualche distratto, talvolta, tende a perdere. Cadono, rotolano lontano e, dopo un po’, ci si dimentica persino della loro esistenza. E se un giorno, per caso, ci si imbatterà in una roba del tipo “la guerra di secessione ha quasi distrutto gli Stati Uniti d’America. Ma è possibile che la repubblica sia stata salvata grazie ad un intervento extraterrestre?”, noi non si penserà “Pazzi figli di put***a, fatevi curare da un c***o di dottore!” bensì “Uhm, interessante. Finisco di evocare lo spirito di Anna Bolena e poi accendo il televisore”.

All’affermazione “Ecco l’agnello di Dio…” rispondere “Dove?”, guardandosi platealmente intorno: questa è sana follia, questo è lo spirito irriverente che ci piace. Un giorno un mio amico, a una collega che le chiese “Hai letto la mia mail?”, rispose “L’ho aperta ma non l’ho letta”. Cosa significa? E chi lo sa. Non ci deve essere sempre e per forza una spiegazione. Per esempio, No Problem dei Chase & Status, un pezzo (che conoscevo) sentito qualche tempo fa in occasione del torneo di Bologna. Suono tribal, inglese primordiale, prima traccia di un album con lieto fine, la notevole End Credits. Sentiamola.

Video che, neanche a farlo apposta, strizza decisamente l’occhio all’occulto e al paranormale. Lo spaventoso e fluorescente sciamano pronuncia questo interessante discorso:

I move like water I go with the flow
I go back to old school
I go back to Rome
But this is not history it’s the start of the show
Never worry that is the way that I roll
I’m a bad man, what is it let me say again
You can try copy like a slave to a trend
Nothing they can say and nothing they can do
It’s no problem for me, but it’s a problem for you!

You
You
But it’s a problem for you!
You
You
It’s no problem for me, but it’s a problem for you!
You
You
You
But it’s a problem for you!
You
It’s no problem for me, but it’s a problem for you!
You
You
You
But it’s a problem for you!
You
It’s no problem for me, but it’s a problem for you!
You
You
You

I move like water I go with the flow
I go back to old school
I go back to Rome
But this is not history it’s the start of the show
Never worry that is the way that I roll
I’m a bad man, what is it let me say again
You can try copy like a slave to a trend
Nothing they can say and nothing they can do
It’s no problem for me, but it’s a problem for you!

You
You
You
But it’s a problem for you!
You
You
It’s no problem for me, but it’s a problem for you!
You
You
You
But it’s a problem for you!
You
You
It’s no problem for me, but it’s a problem for you!
You
You
You
But it’s a problem for you!
You
It’s no problem for me, but it’s a problem for you!
It’s no problem for me, but it’s a problem for you!

Cos’avrà voluto dire? Che non è un problema suo, ma è un problema nostro. Quale? Difficile se non impossibile rispondere. Per come la vedo io, è un inno alla concretezza. Sarò pure un inguaribile bad man, ma preferisco vivere nel presente e limitarmi ai fatti: “This is not history it’s the start of the show”, è l’inizio dello show, non è storia, bellezza! È tutto molto fluido, una danza ipnotica, ideale per preparare corpo e mente all’imminente “battaglia” sul rettangolo verde, con quel “You” a scandire i momenti cruciali del riscaldamento pre-gara.

No Problem s’iscrive alla lunga lista dei pezzi che parlano di frisbee senza saperlo. Ed, eccezionalmente, senza farlo. Misteri dell’universo. È tutto anche per questo appuntamento. Alla prossima.

Stretcho i muscoli e afferro un oggetto non identificato.

Dj Pinu
Dj Pinu

Dj Pinu "è un prodotto della mente. Anzi, ha prodotto della menta ma non era autorizzato per cui l'hanno imprigionato". Ultratrentenne, bolognese di adozione, pur sapendo poco o niente di musica, ha sempre desiderato scriverne. Il sogno - si vocifera solo perchè amico del direttore - si è finalmente avverato.