Campionati 2018: è una rivoluzione

Sono tante le modifiche che la Fifd ha scelto per i Ciu 2018. Entriamo nel dettaglio e vediamo cosa cambia, cosa resta invariato e quali novità ci sono.

Partiamo dal campionato femminile. Uno dei campionati che quest’anno dovrebbe vedere un vero “boom” di iscrizioni. La novità principale è che, visto appunto il probabile aumento del numero di squadre, per la prima volta verrà diviso in 2 serie: serie A e serie B.
Lo stesso processo che anni fa è stato scelto per la divisione open ora lo seguirà dunque anche il campionato “rosa”.
In base alla classifica dell’anno scorso, rimarranno in serie A le prime 6 classificate (se confermeranno la loro partecipazione anche quest’anno): stiamo parlando delle Shout, Discobolo, Tequila, Hub, Mirine, Donkey Ladies (tra queste le più in forse potrebbero essere le Hub).
Partono invece in serie B (se non ci saranno ritiri da parte delle squadre appena citate) le Frasba, Alligators, Discobolo B, Yell e tutte le nuove squadre che si iscriveranno (tra queste molto probabilmente le Redbulle, le Bbc, Torino, la femminile che unisce Reggio-Parma-Modena, eventuali altre seconde squadre della zona di Bologna o di Rimini, eventuali squadre da Verona o Padova o Bergamo).
Nel caso in cui fossero troppo sbilanciato il numero di squadre di A e B (ad esempio 6 squadre in A e 12 in B, si valuteranno alcune promozioni tra le squadre che hanno partecipato l’anno scorso).

Passando alle serie junior, una novità importante sarà l’introduzione sperimentale di un campionato U15. L’idea è quella di organizzarlo in un solo weekend (da sabato pomeriggio a domenica pomeriggio) in base al numero di squadre che si iscriveranno. Viene invece confermato il campionato U17 a tappe, come nel 2017: probabile l’introduzione di 2 gironi regionali per minimizzare il più possibile i trasporti con una fase finale insieme in un weekend di maggio.

E parlando di regionalizzazioni, passiamo alla divisone open, che risulta essere la più rivoluzionata rispetto all’anno scorso.

Partiamo dalla serie A: questa passa da 10 a 12 squadre (le 2 retrocesse rimangono dunque nella serie maggiore) ma viene suddivisa nella fase iniziale del campionato tra le prime 5 squadre, (serie A elite) e le successive 7 (serie A challenger). Le squadre in elite avranno già l’accesso assicurato ai playoff e si sfideranno tra di loro con andata e ritorno (per la prima volta), andando così a stilare la classifica alta a fine regular season. Le restanti 7 squadre in challenger si sfideranno invece tra di loro per conquistare gli ultimi 3 posti disponibili dei playoff, mentre le ultime 4 squadre dovranno evitare la retrocessione con lo stesso meccanismo degli anni passati coi playout.

Per quanto riguara la serie B, anche lei diventa a 12 squadre (saranno 5 le squadre ripescate dalla serie C vista la scomparsa della squadra dei Bischi), ma non subirà una ulteriore suddivisione interna: in questo caso, durante la regular season, tutte le squadre si sfideranno tra di loro in 3 tappe da 2 partite, un weekend da 4 partite e in una partita da “auto-organizzare” autonomamente (come avviene normalmente tra gli sport tradizionali, anche se in quel caso una volta si gioca una volta in casa e una volta si gioca fuori).
Alle finali accederanno solo le prime 4 squadre, mentre saranno le ultime 4 a sfidarsi per la salvezza; le altre squadre avranno già confermato la loro permanenza in serie B posizionandosi a metà classifica durante la regular season.
Sarà interessante valutare le opinioni per quanto riguarda la partita “auto-organizzata”, sperimentata per la prima volta quest’anno, che potrebbe aprire le porte a futuri campionati andata e ritorno, con partite in casa e fuori casa e nessuna tappa a cui partecipare.

Arriviamo infine alla serie C: a questa serie verranno aggiunte tutte le squadre della D (che scompare) e le nuove squadre che si iscriveranno per la prima volta ai campionati. Sarà la serie con il maggior numero di squadre e per questo motivo la federazione ha deciso di regionalizzarla: questo vuol dire che, in base al numero di squadre iscritte, ci sarà una C1, una C2, una C3 ecc, che raggrupperanno in un’unico girone le squadre più vicine. Potremmo dunque avere una serie C nordest, una serie C nordovest, una serie C sudest e così via, in base al numero e alla localizzazione delle squadre. Questo consentirà alle squadre di fare meno chilometri rispetto agli anni passati e avere comunque un numero importante di partite da disputare. Per quanto riguarda i playoff, solo le migliori li disputeranno (il formato preciso verrà determinato in base al numero effettivo delle squadre iscritte) e alla fine saliranno 2 squadre in serie B.

Altre novità importanti, che riguardano (quasi) tutte le serie sono:
-la durata delle partite, che diventa di 80 minuti (solo la serie B women gioca 60 minuti)
-età minima di 14 anni per partecipare alle varie serie non junior, come da regolamente wfdf.

In generale, possiamo dire che sono 3 le caratteristiche di questa rivoluzione:

  1. ora ogni serie ha un formato diverso, e negli anni la federazione potrà capire quale può diventare il migliore da utilizzare nel lungo periodo (può anche essere che rimangano alcune differenze di formato tra le serie).
  2. viene introdotta per la prima volta la regionalizzazione, che sembra si voglia utilizzare sempre più nei prossimi anni per gestire il continuo aumento di squadre, ottimizzando il costo degli spostamenti e l’effettiva perdita di tempo delle squadre più lontane.
  3. non tutte le squadre parteciperanno alle finali di campionato. In futuro sarà sempre meno possibile organizzare delle finali con la totalità delle squadre e, da quest’anno, si inizia a lasciare qualcuno a casa (anche se sappiamo già che non resisteranno al richiamo e verranno a tifare).

Non ci resta che augurare buon campionato a tutti… ricordando che l’iscrizione scade il 30 novembre.

(Foto di copertina di Michela Giammattei)

Piero Pisano
Piero Pisano

...appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente. Tutto per un disco di plastica...