Italiani all’estero. Intervista a Dario Lucisano

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Oggi intervistiamo Lui, l’uomo che per anni è stato il “Sotg italiano”: Dario Lucisano. Oggi si trova in Francia e abbiamo deciso di intervistarlo per voi.
P: Quando hai iniziato a giocare ad ultimate e in quale occasione?
D: Ho cominciato a giocare nel settembre 2006 in Erasmus, all’università di Cranfield, Inghilterra. Uno degli obiettivi dell’anno era di fare sport tutti i giorni! Giocavo a pallacanestro, ma non c’era una squadra organizzata, il livello era abbastanza basso. All’inizio degli allenamenti si creavano le squadre e quasi sempre ne uscivano le “nazionali”: italiani, spagnoli, francesi, tedeschi, e quando le squadre si fanno così ne escono partite un po’ troppo aggressive… quindi ho deciso di provare altri sport.
Un giorno ho visto un gruppo di ragazzi che si lanciava il frisbee, mi sono avvicinato e gli ho proposto di venire a giocare a pallacanestro. Loro mi hanno detto di si, in cambio avrei dovuto provare a giocare con loro. Già un mio compagno di corso mi aveva parlato di questo sport con il frisbee, ma mi sembrava tutto meno che uno sport. Ho provato un paio di allenamenti con loro, mi sono divertito molto, era una squadra tutta di principianti, si parlava in inglese e non c’erano barriere culturali tra nazionalità diverse, mi è subito piaciuto molto. L’inverno è passato in palestra, e questo mi ha aiutato ad innamorarmi dello sport. Poi i primi tornei, i campionati universitari outdoor, tutte partite perse (tranne l’ultima, giocata con pioggia e vento in un campo decisamente in pendenza, abbiamo vinto di uno perchè abbiamo vinto il flip!). Poi sono tornato in Italia, a Torino, dove studiavo, e lì ho conosciuto i Beefree, e con loro ho giocato la mia prima stagione in Italia. Poi dal 2009 Padova.
P: Dove ti trovi oggi, per quale motivo e in quale squadra stai giocando?
D: Sono a Parigi da più di due anni ormai. Ho seguito mia moglie, che ha trovato lavoro qui. Per il primo anno e mezzo ho insegnato matematica in inglese in una scuola privata. Da settembre sono insegnante di matematica in una scuola media francese. La scuola francese è molto diversa da quella italiana! Quando sono arrivato ho provato a giocare con diverse squadre: ce ne sono una decina di ben organizzate nella zona di Parigi, più molti piccoli gruppi che giocano per il piacere di giocare e stare insieme. I club “forti” sono gli Iznogood, che si allenano a nord-est di Parigi, poi ci sono i PUC, i Revolutionair, i Sun; io ho scelto i Friselis, un club abbastanza grande, si allenano a Versailles, e da dove vivevo ci arrivavo abbastanza facilmente. Ho giocato la prima stagione nella divisione 1 francese, la seconda stagione in divisione 2 (obiettivo salvezza raggiunto!), quest’anno gioco e alleno la squadra di divisione 2.
P: Quali sono secondo te le differenze principali con l’Italia?
D: La cultura sportiva francese è abbastanza diversa, ci sono modi di vivere l’ultimate. Ci sono più possibilità sportive in generale; il calcio è seguito ma altri sport coma la pallamano, il judo, o il rugby hanno strutture, risorse e spazi. A scuola si fa molto sport, le strutture scolastiche sono mediamente ben gestite. Gli insegnanti di educazione fisica propongono molte attività sportive a scuola, e ci sono delle lezioni di educazione fisica “facoltative” in cui molti insegnanti propongono l’ultimate. La maggior parte dei giocatori di alto livello in Francia ha cominciato a scuola, dove ha conosciuto lo sport, poi ha iniziato in un piccolo club, fino ad arrivare ai grandi club (come ad esempio Tchac, Iznogood, Friselis).
Due grandi differenze con l’Italia. In Francia l’ultimate è uno sport riconosciuto dal comitato olimpico e questo si vede in molti aspetti: dalla migliore struttura organizzativa delle squadre nazionali, alla quantità e distribuzione dei tornei scolastici, la maggior burocratizzazione, oppure la severità delle regole sulle divise durante i campionati… La seconda grande differenza è la diversa distribuzione delle squadre sul territorio nazionale. Manca una comunità nettamente più grande delle altre, per cui ci sono club lontani fra loro, con impostazioni di gioco molto differenti.
P: Come sono invece strutturati i campionati francesi?
D: I campionati sono strutturati su più divisioni, in cui normalmente solo le prime due sono nazionali. Le altre sono regionali (la Francia è divisa in tre grandi regioni). Per le squadre che giocano a livello nazionale, è normale spostarsi anche molto e giocare due partite al giorno, sia il sabato che la domenica. Il livello delle migliori quattro squadre è secondo me simile a quello italiano, ma suddiviso tra più comunità e (a differenza dell’Italia) tra più formazioni tecniche e tattiche; invece il livello delle divisioni regionali è amatoriale, ci sono giocatori di tutte le età. Ci sono moltissime squadre di livello un po’ più basso, dove i giocatori giocano per molti anni (non sono rari i giocatori tra i 40 e i 50 anni, ci sono giocatori di circa 40 anni nella nazionale open!) che permettono ai nuovi giocatori di avere un ingresso più graduale nello sport. Magari giocano solo in palestra, solo per un periodo dell’anno, ma l’indotto in termini di conoscenza dello sport è più grande. I tesserati nel 2016/2017 sono stati 4332, +10% rispetto all’anno precedente.
Piero Pisano
Piero Pisano

...appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente. Tutto per un disco di plastica...