Non trovando le parole… ci affidiamo alle vostre

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Sono tanti i messaggi di gratitudine che abbiamo letto sui social in queste ore per ringraziare i nostri azzurri delle emozioni che ci hanno regalato. Abbiamo scelto di condividere quello che, secondo noi, era il più emozionante. Autore: Andrea Fasola.
L’aria è fredda stamattina, come si conviene d’inverno alla nostra latitudine, ma c’è comunque un bel sole, lo stesso che ore fa illuminava e scaldava (35°!!) l’altra faccia del globo terracqueo, la terra dei koala e dei canguri, la meravigliosa natura delle selvagge praterie delle sorelle Mc Leod. Era dal lontano 1985 (o giù di lì) che non mi alzavo nel cuore della notte per assistere ad un evento sportivo in diretta; era Juventus-Argentinos juniors, finale di Coppa Intercontinentale in diretta da Tokio, un sibilo continuo nell’audio, la juve di “le Roi Michel” e del bello di notte Z. Boniek, gente che ti faceva sognare ad occhi aperti. Stanotte, ore 2.45, nel lettone con il portatile, figlio “maschiodo” al seguito (anche se in questo caso mi precede e di brutto!!), a seguire la finale Mondiale di Ultimate Frisbee in diretta da Perth, tra gli azzurrini di coach Morri (il guru bolognese dell’ultimate italiano) e i pari età Statunitensi, i padroni del sapere, della tattica e della tecnica di questo affascinante gioco. La partita aveva un pronostico “bloccato” o quasi, ma si sa che se la palla e rotonda il frisbee lo è ancor di più; e così capita che su 100′ di partita, teniamo il naso davanti agli avversari per 80′ buoni, senza alcun timore reverenziale, mostrando un bagaglio tecnico tattico di gran lusso e non solo le tanto agoniate “two balls” richieste dal nostro tecnico nell’intervista rilasciata alla tv durante l’half time. Il finale ci penalizza e lascio ai tecnici l’esame dei perchè e dei percome, io so solamente che a noi, stanotte, questo gruppo di ragazzotti ha lasciato una emozione che ci ha scavato il solco dell’orgoglio di appartenere non solo al nostro tricolore ma anche a questo stupendo sport, che non lascia traccia di cattiveria, annientamento dell’avversario, ma solo spirito di battaglia fino all’ultima goccia di energia e tensione. Nulla a che vedere con le strapagate e balsonate star della pedata nazionale e non. E i nomi che oggi ci fanno battere il cuore sono i Laffi e i Chisio ma soprattutto il cavallo di razza nostrana lariana Raffa Stanley e i loro colorati compagni d’avventura; sbarcati nella terra del mostro del ciclismo Cadel Evans, con una valigia carica di sogni e speranze se ne tornano con un baule stracarico e pesantissimo. Perchè chiunque mastichi o abbia masticato due grani due di educazione, sa benissimo che ciò che più conta non è centrare l’obiettivo, ma la strada: e questo gruppo di strada ne ha fatta fin troppa, dimostrando al mondo, ma prima ancora ai nostri vertici sportivi e politici nazionali, di essere pronto a dispensare gioia ed emozioni a chiunque ami lo Sport, di essere i fratelli maggiori di quel movimento giovanile che già in estate, ai Campionati europei olandesi aveva fatto capire di non essere più solo una promessa ma una solida e strutturata realtà. E potete scommetterci che, da qui in avanti, gli avversari si moltiplicheranno e saranno sempre più agguerriti, ma noi saremo pronti a raccogliere le sfide che ci attendono, con la solare spregiudicatezza dei sapori e dei valori della nostra italica terra.
Grazie ragazzi, road to Canada 2018!!!!
Piero Pisano
Piero Pisano

...appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente. Tutto per un disco di plastica...