Italiani all’estero: intervista a Lorenzo Palm

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Lo conosciamo tutti come “Palmino” (anche se adesso il soprannome non è proprio adattissimo vista la statura): siamo andati a rintracciarlo nella “fresca” Svezia per questa intervista che, nel finale, ci offre una interessante sorpresa…

P: Come, quando e perché hai iniziato a giocare ad ultimate?
L: Ero ad un campo estivo all’antistadio di Bologna, nell’agosto del 2010, quando Davide Morri passò con una decina di frisbee a farci fare due lanci. Davide ha visto che più o meno ci sapevo fare e mi ha invitato ad un allenamento con i Red Bulls. Prima giocavo a basket ma appena ho conosciuto l’ultimate ho smesso.
P: Sei stato fin da subito nel giro delle nazionali junior, giusto?
L: Sono stato in nazionale italiana U17 per un po’ di tempo dal momento che ho iniziato molto giovane (11 anni), quindi ho giocato in nazionale nel 2011, 2012, 2014, 2015. Nel 2016 ho deciso di trasferirmi in Svezia, ci tenevo molto all’ultima apparizione in nazionale italiana con l’under 20 ma un problema al rene mi ha costretto a stare a casa.
P: Quando e perché sei andato in Svezia?
L: Volevo vivere qualcosa di nuovo e di diverso da Bologna, mio padre si era trasferito là nel 2015 con la sua compagna e i figli di 1 e 3 anni; volevo crescere un po’ con i miei fratellini ed essere parte della loro vita quindi ho preso l’occasione al volo ed ho deciso di trasferirmi.
 
P: Continui a giocare ovviamente?
L: La squadra di Stoccolma in cui gioco si chiama Stockholm Syndromes, è un club un po’ strano siccome è sostanzialmente composto da studenti internazionali che vanno e vengono,  ma bene o male come livello se la cavano. Tra i vari tornei svedesi ho giocato con tutti i club in Svezia a parte uno, questo perchè la mia squadra non partecipava ad ogni torneo ed allora chiedevo in giro. Nell’agosto del 2017 ho partecipato agli Europei con la nazionale svedese U20 dato che ho doppia nazionalità, e  nel settembre del 2017 ho partecipato agli Europei per Club a Venezia con la squadra svedese Örebro.
P: Quali sono le differenze principali che hai trovato rispetto all’Italia?
L: Principale differenza è che in Svezia sono più scarsi. C’è un campionato che dura un fine settimana dove le prime 4 squadre svedesi si giocano semifinale e finale, questo perchè ci sono meno squadre e meno giocatori ed è meno diffuso. Per la maggior parte dell’anno si gioca indoor siccome fa molto freddo d’inverno. Gli impianti sportivi sono molto all’avanguardia, con tanto di saune negli spogliatoi… la Svezia è un paese ricco quindi con le infrastrutture non si scherza. Tuttavia rimane il fatto che qua l’ultimate non è molto presente, ci si allena 1 volta a settimana con la squadra open e 2 volte con quella U20 in una piccola palestra, per questo gioco parallelamente anche a basket.
Ho imparato molto vivendo qui ed ho conosciuto molte persone interessanti; tuttavia da quando mi sono trasferito mi sono reso conto che l’ultimate italiano mi manca molto, mi mancano le belle persone e l’alto livello e, per questo motivo, ho deciso di tornare in Italia per studiare psicologia all’università: devo solo decidere dove di preciso.
Piero Pisano
Piero Pisano

...appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente. Tutto per un disco di plastica...