Pochi… ma buonissimi

Forse non ce ne siamo accorti… ma in poco tempo l’ultimate frisbee italiano è entrato di diritto tra le realtà più competitive al mondo. Facciamo un breve riepilogo su quanto successo negli ultimi mesi.

Siamo davvero consapevoli della qualità che ha messo sul piatto la nostra comunità negli ultimi anni? Abbiamo davvero ben presente di quanto siano “tosti” i giocatori e le giocatrici che abitualmente incontriamo ai tornei o agli allenamenti?

Facciamo un breve riassunto:

-L’Italia U20 ha vinto l’oro agli ultimi europei (2017), prima volta che la nostra nazionale maschile junior sia riuscita nell’impresa (le ragazze avevano già ottenuto il primo posto nel 2011).

-L’Italia U24 ha vinto l’argento agli ultimi mondiali (2017, anche se si sono disputati a inizio 2018), mettendo a dura prova l’imbattibile armata americana, giocandosela ad armi pari come mai nessuna altra squadra.

-Le Shout sono diventate la prima squadra italiana ad aver vinto la Champions.

Questo breve elenco giusto per segnalare i risultati veramente di massimo livello: potremmo anche ricordare i tanti argenti conquistati dalle U20 pochi anni fa, le nazionali beach o i secondi posti in Champions della Fotta, ma per ora rimaniamo ai 3 risultati iniziali.

Se pensiamo che in Italia siamo a poco più di 1.000 tesserati (dati in crescita, ne parliamo in un prossimo articolo), riusciamo a capire l’enorme tesoro che ci troviamo tra le mani: abbiamo un nucleo di ragazzi U20 e di U24 che, quando sarà unito nella nazionale maggiore, sarà a dir poco esplosivo. Già ora diversi ragazzi della U24 fanno (e credo faranno) parte della nazionale maggiore, quindi i risultati dovrebbero iniziare a vedersi già a brevissimo.

Per quanto riguarda la femminile, il discorso è simile: il nucleo bolognese delle Shout sarà sicuramente importante per la nazionale maggiore, ma diverse giocatrici provenienti da altre realtà daranno (e hanno già dato) un enorme contributo. Purtroppo solo quest’anno vedremo il vero valore della U24 femminile ma anche qua le aspettative sono alte.

Tutto questo (cioè 25 atleti top nella femminile e 50 nella maschile) da un bacino piccolo rispetto alle altre nazioni europei (germania, gran bretagna e francia) che hanno 4 volte i nostri giocatori.

Cosa vuol dire tutto ciò? Che stiamo lavorando tutti molto bene, riusciamo a massimizzare veramente tanto quel “poco” che abbiamo e che dobbiamo continuare a lavorare sulle giovanili per assicurare un ricambio generazionale ai gruppi attuali. E’ arrivato il momento di raccogliere ma non dimentichiamoci di continuare a seminare bene come abbiamo fatto negli ultimi 10 anni.

La quantità del raccolto è scarsa se guardiamo i nostri vicini… ma la qualità del Made in Italy non è minimamente paragonabile.

 

Piero Pisano
Piero Pisano

...appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente. Tutto per un disco di plastica...