Milano è pronta per affrontare questa serie A

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Un nucleo milanese forte ma anche tanti nuovi giocatori provenienti da altre squadre italiane e addirittura da fuori Europa. Attenzione ai Donkey Divers, da non sottovalutare…

Una delle società che potrebbe stupire più di tutte in serie A sono i Donkey Divers di Milano. Abbiamo intervistato Francesco Dongo per farci raccontare tutte le novità.

P: <Cosa avete cambiato dall’anno scorso visto il salto di categoria?>.
F: <Gia l’anno scorso abbiamo cambiato da 2 a 3 allenamenti a settimana aggiungendo una seduta in palestra; quest’anno continuiamo su questa via e abbiamo aggiunto 2 tornei esteri: a Praga (prague winter) e Budapest (seven). Avevamo anche il Tom’s in programma ma 3 impegni esteri erano troppi e i ragazzi han scelto quei 2 più padova a inizio stagione. In più facciamo ovviamente allenamenti più intensi e mirati e abbiamo aumentato i ritmi. All’inizio dell’anno abbiamo fatto proprio due mesi circa di tryout con dei giovani e altri di seconda squadra da poter inserire e avere numeri abbondanti nella prima squadra per avere qualità e numeri certi ad allenamento>.

P: <Chi sono le nuove aggiunte nel roster?>
F: <Lo zoccolo duro milanese nel roster rimane il più corposo ma già dall’anno scorso è dei nostri Ivan Cantù trasferitosi ormai a Milano, che continua a giocare con noi, raggiunto quest’anno da Paolo Prandi e Leandro Calabrese, altri 2 bolognesi. Abbiamo anche Lorenzo Gorini (non giocherà i CIU per infortunio) riminese e Francesco Sbrighi che già l’anno scorso era a Milano ma ha giocato con il Cota i passati CIU. Abbiamo poi 3 americani, Nickolas Skelsey (non giocherà per infortunio) e George Van Pelt ormai da diverse stagioni entrambi con noi e Shawn Chang aggiunto quest’anno. Abbiamo poi un israeliano Gilad Zvielli, un colombiano Daniel Teran e un filippino Genrick Jones. Ogni anno il roster muta per nuovi arrivi di veri giocatori trasferiti o altri invece di passaggio per una stagione o poco più. La nostra particolarità è di essere molto flessibili, inclusivi e accoglienti, tentiamo dopo una prima valutazione e scelta, dove inserire l’atleta di accoglierlo al meglio nel team scelto.

P: <Che obiettivo vi siete dati?>
F: <Il divario tra la serie B e la serie A è molto alto, per noi di Milano, dopo tanti anni di militanza in B, il nuovo accesso in A è stata una grande soddisfazione. Dimostrazione che il duro lavoro paga. Ora tenteremo di giocarci al meglio il girone e per tutta la stagione vender cara la pelle.

P: <Chi sono i capitani e gli allenatori?>
F: <Io sono allenatore della prima squadra dall’anno scorso, anno che ho voluto di cambiamento di registro, aumento numero allenamenti, aumento sedute extra di “teoria” e bella stagione conclusa con l’accesso in A. Io sono allenatore/giocatore ed è un compito tremendo e difficile doversi sdoppiare, ma non avendo altro modo continueremo così. Fortunatamente con i miei capitani che sono Andrea Braghin per la difesa e Paolo Cornali per l’attacco siamo uno staff solido che riesce a collaborare non facendomi fondere.
In generale posso dire che Milano è una realtà che negli anni ha lavorato e sta lavorando tanto anche sullo sviluppo, visto che ormai contiamo circa 150 atleti divisi per le varie divisioni e categorie. La società risulta essere sempre più attrattiva per gli atleti che, per lavoro o per studio, si trasferiscono qua. Di alto, medio o basso livello, accogliamo volentieri smistando e integrando al meglio. Abbiamo “non milanesi” in ogni categoria e in ogni divisione. Il grande e difficile lavoro di tutti gli allenatori nel nostro caso è il riuscire a gestire allenamenti e sedute teoriche multilingua e riuscire a far interagire e integrare al meglio giocatori con sistemi di gioco diversi. Da una parte lo svantaggio è il plasmare una squadra ben oleata dove molti nuovi ogni hanno vanno formati e integrati, dall’altra hai il vantaggio di poter ampliare e modificare la tua idea sfruttando le esperienze altrui. Ho un mio sistema di gioco ben definito che costruisco sul materiale umano diverso che ho ogni stagione, poi il confronto costante con ex giocatori di altre asd amplia le possibilità e conoscenze.

 

Piero Pisano
Piero Pisano

...appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente. Tutto per un disco di plastica...