FIFD: si è dimesso il presidente Sandro Soldati

Dopo le dimissioni del consigliere Filippo Bonali arrivano anche quelle del presidente Sandro Soldati. Vediamo le sue dichiarazioni ufficiali inviate alle società affiliate.

Non c’è mai stata per il sottoscritto comunicazione più difficile di quella che mi accingo a scrivere.

Il motivo è dato dal fatto che in questo caso un atto come le dimissioni rappresentano un segno di sconfitta verso il raggiungimento di un obbiettivo che ritenevo possibile seppur conscio delle difficoltà insite nel suo percorso.

Le ragioni sono varie e distribuite lungo i tre anni che mi hanno visto come Presidente di quell’organo che è la Federazione Italiana Flying Disc. Una responsabilità per la quale voglio ringraziare le società che hanno creduto in me al momento della mia elezione e verso le quali chiedo scusa per aver tradito quelle che erano le aspettative da loro riposte nella mia figura.

La colpa di cui mi ritengo principale artefice è quella di non essere stato capace di gestire un gruppo di persone che, seppur nella sua diversità di interessi e di vedute sul come andrebbe gestito un Consiglio Direttivo, aveva tutte le caratteristiche per appunto portare a termine le ragioni riportate nel programma presentato al momento della candidatura e che mi avevano portato a candidarmi al ruolo.

Ultima di queste ragioni causa di questo messaggio è stata quella della mancata approvazione da parte del Direttivo della proposta di modifiche dello statuto da me presentata per poterlo rendere più confacente alla realtà del movimento dell’Ultimate Frisbee italiano.

Queste modifiche che riporterò alla fine, rappresentavano per me uno dei momenti più dirimenti per decidere se continuare a ricoprire un incarico per il quale ho onestamente dovuto affrontare in questi tre anni molteplici difficoltà di confronto con alcuni membri del Direttivo stesso e di gestione del rapporto tra vita privata familiare e lavorativa e di svolgimento di impegni per F.I.F.D.

Il non sentirmi supportato su questo aspetto anche da alcuni di coloro che facevano parte della squadra con cui mi ero presentato alle elezioni, mi ha fatto capire che non c’erano più i presupposti per continuare a concedere buona parte del mio tempo a questa struttura che è riferimento fondamentale per tutti coloro che partecipano alla vita di quello sport che sempre riterrò essere il più vicino al rispetto dei valori che questa parola rappresenta. 

Il manifestarsi nel concreto di quelle situazioni di cui ero conscio sin dall’inizio, relative agli interessi che avevano portato alcuni elementi a proporsi come membri del Direttivo, non mi ha portato immediatamente ad affrontare la situazione con un atteggiamento di forzatura delle dinamiche insite nella gestione di una Federazione, in quanto convinto che si sarebbe avuto come risultato un atteggiamento di muro contro muro poco utile all’espletamento delle funzioni delle varie commissioni.

Queste infatti, nonostante la mancanza in svariate occasioni del necessario contributo di idee e di disponibilità al confronto interno al Direttivo, sono riuscite a portare avanti quello che ritengo sia un egregio lavoro di messa in campo di quelle attività volte al miglioramento e perfezionamento della struttura federativa e di tutti quegli aspetti che ne rappresentano i risultati finali nei suoi vari compiti: una composizione in ordine di figure interne alle commissioni più integrata e efficiente, un miglioramento nell’efficacia dei suoi canali di comunicazione, risultati sempre più alti delle rappresentative nazionali, un aumento costante dei tesserati e, benché qualcuno abbia proposto un’immagine dell’ultimate maschile fortemente irrispettosa della gender Equity, anche quello che personalmente ritengo un più corretto e attento approccio al rispetto delle rappresentanti femminili dell’Ultimate italiano, un esempio in questo caso è il continuo sostegno personale e economico da parte di F.I.F.D. al MUD.

Nonostante abbia sempre ritenuto doveroso, nei confronti di tutti i partecipanti alle attività frisbistiche, dagli atleti ai dirigenti, il continuare nonostante tutto ad espletare i miei compiti, sono arrivato alla conclusione che proprio questo mio atto di allontanamento dalle mansioni che lo statuto mi impone potrebbe costringere coloro che probabilmente sentono un senso di responsabilità unicamente verso il proprio club di appartenenza o verso sé stessi a sentirsi meno forti nel rispondere alla chiamata delle responsabilità dovute invece ad un organo superiore con un atteggiamento di scarsa partecipazione se non di mera attenzione verso possibili opportunità per le proprie società di appartenenza. 

Questo mio gesto probabilmente creerà difficoltà nella prosecuzione di alcune attività per le quali è necessaria la presenza di una figura come quella del presidente, ma sono convinto del fatto che se non lo avessi messo in pratica ne sarebbe andata della mia integrità morale di persona disponibile a scendere a compromessi per il bene comune, ma non disponibile a prestarsi al ruolo di fantoccio.

Un ruolo che sempre più sentivo incombere sulla mia figura anche a causa di una ammetto mia probabile mancanza di preparazione in quello che il ruolo di Presidente di un movimento composto da 1600 soggetti impone. 

Una preparazione che dovrebbe includere ormai anche nozioni di diritto sportivo e di conoscenza approfondita di quelli che devono essere i corretti rapporti tra presidente e dirigente di società affiliata, soprattutto quando quest’ultimo arriva a minacciare di intraprendere vie legali nel momento in cui si sentisse richiamato alle proprie responsabilità per mancanze dovute al rispetto del regolamento inerente il tesseramento dei propri atleti alla Federazione.

Il momento al quale siamo arrivati, nel senso di rilevanza dei compiti della Federazione verso istituzioni pubbliche e private, analizzato nei rapporti che gestiscono le relazioni tra Federazione e Società affiliate, non può più basarsi sul seppur basilare rispetto reciproco e condivisione di intenti, ma è ormai evidente che deve essere affrontato come un argomento dove entrambe le parti sono ben consapevoli di quello che comporta il rispetto dei propri diritti e doveri.

Dove cioè non si possa più verificare il caso in cui ad una sanzione emanata dall’organo responsabile del controllo del rispetto delle regole, che siano queste del regolamento campionati o dello SOTG o della gestione dei propri tesserati, si possa rispondere che a causa della mancanza di questi controlli, purtroppo dovuta ad una evidente difficoltà da parte F.I.F.D. nel reperire le figure preposte, la Società destinataria della sanzione non senta la responsabilità della colpa comunque accertata anche in un secondo momento.

A conclusione riporto, come preannunciato, le modifiche proposte al Direttivo di alcune voci dello statuto.

Sandro Soldati

Di seguito le modifiche dello statuto proposte:

1) In riferimento all’articolo 5 comma 2 ” I dirigenti federali e componenti delle commissioni federali” punto 2, si propone il seguente testo: “I componenti delle commissioni federali sono coloro che per nomina ricevuta dal Consiglio Federale vengono chiamati a far parte delle commissioni previste nel presente statuto o nei regolamenti federali, ovvero delle commissioni e dei gruppi di studio costituiti dal consiglio federale, con la specifica che detti componenti possano essere al contempo membri del Consiglio federale ma solo in qualità di consulenti e come figure di raccordo col Consiglio stesso, ma senza avere diritto di voto, in sede di confronto interno alla commissione, su tematiche riguardanti la commissione stessa.

2) In riferimento all’articolo 12 “Incompatibilità” si aggiunge il punto 9: ” Il membro eletto come componente del Consiglio Federale non può ricoprire incarichi di presidente di commissione federale o di membro avente diritto di voto della commissione stessa, come riportato in art.5 comma 2″

3) In riferimento all’art.19 “il Consiglio Federale” comma 1 “Ruolo, composizione e compiti” al punto 2,si propone di modificare il testo col seguente: “Il Consiglio Federale è composto dal Presidente, da 5 Consiglieri in rappresentanza degli affiliati ed eletti dagli affiliati stessi, ecc..”

4) In riferimento all’art.19 punto 2, si propone di modificare il testo col seguente: “Il Consiglio Federale è convocato dal Presidente Federale con un preavviso di almeno 30 giorni, anche per via telematica (e-mail e fax), con modalità previste dal Regolamento Organico per un numero pari a quattro volte nell’arco di un anno sportivo”

5) In riferimento all’art.19 punto 3 “Decadenza Ed integrazione” si propone di inserire il comma 10 col seguente testo: “Nel caso in cui un membro del direttivo mancasse, anche per cause giustificate, ad un numero pari alla metà del numero minimo di quattro incontri, come previsto all’art.19 punto due, la carica di detto membro decadrebbe lasciando l’incarico al primo candidato non eletto.”

Piero Pisano
Piero Pisano

...appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente. Tutto per un disco di plastica...