“Portiamo il frisbee a un nuovo livello”. Intervista a Sandro Soldati, nuovo presidente FIFD

Sandro Soldati, forse meglio noto come Cech, è il nuovo volto della Federazione Italiana Flying Disc in seguito al passaggio di testimone avvenuto lo scorso ottobre. Dopo una carriera lunga diciassette anni sui campi da gioco di tutta Italia, di tutta Europa e di tutto il mondo, Sandro ha raccolto gli stimoli giusti per rappresentare il movimento nostrano. E noi di Itadisc lo abbiamo intervistato…

L. Sandro, per una persona che come te ha vissuto gran parte della propria vita con un disco in mano la presidenza FIFD è sicuramente un obbiettivo non da poco: lo vedi come un punto di arrivo o come un punto di partenza?
S. La definirei una ripartenza. Dopo quasi diciassette anni sui campi da Ultimate ho deciso di prendermi un nuovo impegno all’interno di un mondo che mi ha dato tanto: ho abbandonato la sfida agonistica per prendermi una mansione di tipo organizzativo.

L. La domanda potrebbe sembrare scontata: ma cosa fa in concreto il presidente della FIFD?
S. Il mio compito principale è quello di creare un collegamento tra le varie commissioni che compongono la Federazione, in modo da formare uno sviluppo coerente volto al raggiungimento di un comune obbiettivo. Tra le finalità più importanti di questo tipo di lavoro, poi, c’è senza dubbio la gestione del rapporto con le istituzioni e con gli enti pubblici e privati.

L. Che facciata cercherai di dare a questa nuova FIFD? Un cambio di look radicale o la ripartenza da obbiettivi già condivisi?
S. In linea con la precedente amministrazione c’è la forte volontà di portare il mondo-frisbee all’interno del CONI: il percorso è arduo, non si era mai portato avanti nulla di ufficiale; tuttavia, l’incontro tra il CONI e il mondo del frisbee è una questione a cui si lavora costantemente, nel tentativo di trovare un percorso a lungo termine per raggiungere questo obbiettivo vitale per la crescita del nostro sport. Si cercherà di migliorare la comunicazione che c’è tra la nostra realtà e il mondo esterno: nonostante la buona volontà messa in campo, gli strumenti utilizzati fin’ora per divulgare il frisbee si sono rivelati insufficienti. La diffusione capillare del nostro sport in tutta Italia passerà molto dall’efficienza che riusciremo a dare alla comunicazione dei nostri valori, dei nostri obbiettivi e dei nostri eventi verso l’esterno. Inoltre, un punto su cui si lavorerà tantissimo sarà l’aumento dell’attenzione della Federazione verso le discipline sorelle dell’Ultimate: Freestyle, Disc Golf, Disc Dog, per creare una realtà che abbracci in maniera solida e globale tutte le possibilità che il nostro strumento ci offre e favorisca l’interazione tra gli atleti delle varie discipline.

L. Parliamo di frisbee. Cosa pensi del movimento che si è creato in Italia?
S. Grazie ad alcune realtà ben strutturate l’Ultimate sta cominciando a schiudersi e a penetrare nel tessuto sportivo di molte città: a Bologna, Rimini, Parma, Cremona, Milano si sta compiendo un lavoro importantissimo e fruttifero in questo senso. In generale, ci troviamo in una fase di transizione: abbiamo la possibilità di trasferire il frisbee su un piano di professionalità superiore. Quello che manca per accelerare i tempi è una sponsorizzazione dall’esterno: il cambiamento passerà molto dalla volontà delle squadre di spendersi per la causa. C’è la coscienza collettiva, ci sono segnali incoraggianti dalle realtà più consolidate, il terreno è fertile. Dobbiamo gettare il seme e coltivare ciò che germoglierà.

L. A bruciapelo: il frisbee in tre parole.
S. Spirito del gioco; spirito di squadra; alta competitività agonistica.

Piero Pisano
Piero Pisano

Appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente: tutto per un disco di plastica