Dietro le quinte dei CIU 2017. Intervista a Filippo Bonali.

Marzo: aria di primavera, aria di Campionati Italiani di Ultimate. L’adrenalina sale, la concentrazione aumenta, l’appuntamento che vale una stagione di allenamenti al gelo dell’inverno è alle porte. Ma che tipo di lavoro svolge chi cura l’organizzazione dell’evento più sentito dalla gran parte dei giocatori? Ne parliamo con Filippo Bonali, responsabile della commissione Campionati della FIFD.

L. Qual è il compito della commissione Campionati?
F. Abbiamo una bella responsabilità sulle spalle: dare efficienza agli eventi ufficiali dell’annata sportiva e trasmettere agli affiliati un senso di sicurezza e di affidabilità da parte della Federazione. L’obbiettivo generale è quello condiviso da tutte le commissioni della FIFD: allargare la base di utenza dell’ultimate. Per quanto ci riguarda, cercheremo di perseguire tale obbiettivo con il format dei campionati. L’assegnazione delle tappe ha dato buoni risultati; potrebbe, invece, cambiare qualcosa per quanto riguarda il maxi-formato delle finali. Qualunque sarà la decisione in merito, si cercherà di tenere conto del parere delle singole società e del direttivo FIFD.

L. Com’è stata la risposta dei club italiani al bando della Federazione per l’assegnazione delle tappe?
F. Direi buona, soprattutto se confrontata al passato recente. Il sondaggio fatto lo scorso autunno è stato abbastanza utile: ha spinto le squadre ad informarsi e ci ha dato modo di avere un quadro complessivo della situazione. Alla fine le società che hanno proposto una candidatura sono state undici: quest’anno tappe e finali saranno spalmate su ben sette città, contro le cinque dell’anno scorso. In controtendenza, invece, le candidature per le finali, per le quali solo tre città sono state proposte. Eventi così grandi non sono facili da organizzare e richiedono impianti non disponibili ovunque…

L. Cosa ti aspetti dalla stagione alle porte?
F. Da parte della commissione mi aspetto tempestività nell’assistenza alle squadre in caso di richiesta di informazioni e una maggiore vicinanza alle stesse. Vicinanza che vorrà anche dire controllo più stretto sui roster e sui tesseramenti: ciò porterà la competizione a un livello di serietà superiore. E ci piacerebbe che questa stagione fosse ricordata proprio per questa svolta. Inoltre, stiamo cercando di dare trasparenza alle decisioni assunte. Non sempre è facile, basti pensare all’assegnazione delle tappe. Avremmo voluto cambiare tante cose già da quest’anno, ma le tempistiche organizzative e l’assestamento del nuovo corso dirigenziale FIFD hanno avuto la precedenza.

L. Come convinceresti una persona che fino a cinque minuti fa non sapeva neanche dell’esistenza dell’ultimate ad assistere a una tappa dei CIU?
F. Se ci fosse una tappa nella mia città sicuramente partirei con un volantino e con l’invito tramite un dettagliato evento Facebook, video spettacolari annessi; organizzerei una conferenza stampa con l’assessore allo sport, metterei locandine nelle scuole; preparerei anche un flash mob in piazza o nel quartiere dell’impianto sportivo! E poi, cosa non secondaria… partecipare è GRATIS! Infine, ovviamente, martellare, martellare, martellare, hammer, hammer, hammer…

Piero Pisano
Piero Pisano

Appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente: tutto per un disco di plastica