Paganello 2017, Matteo Mambelli: “Un’esperienza unica dentro e fuori dal campo”.

E’ tra i tornei di beach ultimate più grandi di Europa e del mondo: da più di 25 anni il Paganello, nel weekend di Pasqua, accoglie sulle spiagge di Rimini atleti provenienti da tantissime nazioni. E a poco più di un mese dal primo pull ci facciamo raccontare da Matteo Mambelli, tra gli organizzatori del torneo, cosa ci aspetta in questa edizione 2017.

L. Dopo le voci che volevano quella dello scorso anno come l’ultima edizione, il Paganello torna anche quest’anno. Possiamo considerare il 2017 l’anno zero di questo torneo?
M. Non lo definirei anno zero, forse la parola giusta è “restyling”. Io e una serie di altri soci della Libera Società del Frisbee (LSDF) abbiamo risposto alla chiamata dei vecchi organizzatori. Serviva gente nuova, con idee nuove, con tanta energia e con una conoscenza molto più approfondita dell’ultimate moderno. Unendo questi ingredienti alla grande capacità degli organizzatori storici nella gestione del torneo, nasce questa nuova edizione: un connubio tra passato e futuro.

L. Quali cambiamenti ci dobbiamo aspettare?
M. Il cambiamento principale è che il torneo sarà accorciato di un giorno, il venerdì. La decisione è stata presa per venire incontro alle squadre, specialmente quelle straniere, dato che molti giocatori non possono scendere in Italia già dal giovedì; la formula di tre giorni è sicuramente più agevole. Le categorie in gara sono tre: Open, Mixed, Junior. A malincuore, vista la scarsità di richieste, abbiamo deciso di eliminare la categoria Women. Per gli altri aspetti il Paga resterà in linea agli scorsi anni: il villaggio sarà lo stesso, con l’arena e il tendone, ci sarà un Welcome Party il venerdì sera e un aperitivo il sabato, la domenica sarà deputata alla festa a tema (quest’anno Pagalove). A proposito di tema, cercheremo di rendere il villaggio simile ad una specie di Amsterdam, con molte attività connesse. Da menzionare anche il cambio di sponsor tecnico, che non sarà più la Five Ultimate: la scelta è ricaduta sull’italiana Hammer Ultimate.

L. Soddisfatti della risposta delle squadre all’invito al torneo?
M. La risposta è stata sicuramente positiva, a oggi abbiamo circa 50 squadre iscritte nelle varie categorie. Ciò può essere dovuto all’abbassamento del prezzo del torneo che, a parità di servizi, è diventato molto più competitivo e abbordabile e ha portato a molte più richieste da parte di squadre italiane che gli scorsi anni hanno preferito declinare l’invito proprio a causa delle player fees poco popolari. Grazie a spese più intelligenti abbiamo ottenuto costi comparabili ad altri eventi di questo genere. (Ricordiamo che la deadline ufficiale è per il 15 marzo per le squadre straniere, mentre ci sarà un po’ più di flessibilità per quelle italiane).

L. Perché partecipare al Paganello 2017?
M. Per chi è alla ricerca di un torneo di alto livello, quest’anno il valore aggiunto sarà la presenza di molte squadre nazionali, che utilizzeranno il Paga come terreno di prova per i mondiali di beach ultimate del prossimo giugno. Ci sarà, quindi, la possibilità di incontrare tanti giocatori forti. Per chi, invece, guarda al nostro torneo come un momento per divertirsi, il Paganello da sempre è un momento di incontro e connessione sociale tra persone con tantissime storie diverse: l’occhio di riguardo che abbiamo per i servizi e per il divertimento garantisce un’esperienza unica e totale dentro e fuori dal campo.

L. Abbiamo detto che il tema di quest’anno sarà l’amore. Ma il Paganello si ama?
M. Amare una competizione sportiva è una cosa inusuale. Tuttavia, per noi ragazzi di Rimini, che abbiamo cominciato con l’ultimate proprio dopo aver assistito al Paga, che siamo cresciuti con questo torneo e ci siamo spesi tante volte in prima persona per la sua riuscita, non può non esserci un sentimento di affetto veramente molto forte per questo evento, senza il quale non sapremmo letteralmente come fare. E credo che anche chi viene da fuori non possa rimanere indifferente davanti all’atmosfera che si crea, a prescindere dalla competizione e dai risultati.

Piero Pisano
Piero Pisano

Appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente: tutto per un disco di plastica