Mondiali Beach mixed: l’analisi di Davide Morri

Dopo la Nazionale open, abbiamo chiesto a Davide Morri di raccontarci come è stato questo Mondiale Beach per la Nazionale mixed.

D: <A una settimana dalla fine del Mondiale Beach ci si trova a fare i conti con le aspettative deluse e i risultati ottenuti. Faccio una premessa: come membro della commissione nazionali, tutti i ragazzi e le ragazze di entrambe le nazionali che hanno preso parte a questa manifestazione vanno accolti nella nostra comunità come degli eroi. Questa è gente che, a prescindere dalle partite vinte o perse, ha dato il massimo come impegno profuso nei raduni, nell’approccio al torneo, nella puntualità dei pagamenti e nelle richieste organizzative date dallo staff.

È facile parlare da casa, tante persone sono convinte che con una squadra diversa si sarebbe potuto fare un risultato migliore, ma la verità è che il progetto è stato tenuto in piedi da queste 30 persone che hanno deciso di metterci la faccia, quindi mai accetterò che qualsiasi persona o istituzione si permetta di criticare il lavoro di chi ci mette i propri soldi e il proprio tempo.

Per quanto riguarda la Nazionale mixed, sapevamo che avremmo potuto fare un buon risultato e probabilmente ne avevamo le capacità, come dimostrato nel girone iniziale. Purtroppo si è pagato il dazio della delega e della poca esperienza internazionale. La frase con cui ho chiuso il mondiale insieme ai miei compagni è stata: “I giocatori buoni vanno in Paradiso, quelli cattivi vanno ovunque”. Purtroppo non abbiamo avuto la freddezza nella partita dentro-fuori di volerla chiudere e portare a casa, delusione ancora più accentuata dal fatto che, una volta battuti noi, l’Inghilterra è stata distrutta nel quarto di finale dalla Germania con la quale noi avevamo perso di uno in finale al Paganello pochi mesi prima. Diciamo che quello che abbiamo percepito già nell’ultima partita di girone contro l’Olanda era che alcune cose non andavano, il livello delle squadre che incontravamo era comunque alto e il vento non era dalla nostra parte anche perché la nostra strapotenza difensiva veniva frenata da una percentuale d’attacco che era in calo: purtroppo quando si finisce un torneo con gli stessi punti fatti sia in attacco che in difesa bisogna fare due conti e capire che forse dovevamo cambiare alcune linee di giocatori o comunque mischiare.

Si potrebbe dire che quando le cose si sono messe male non siamo stati veloci nel leggere le soluzioni e pochissime volte abbiamo messo linee speciali: per essere più esplicito, soltanto in due o tre mete in tutto il mondiale io, Tommaso Francini e Fabio Galli abbiamo giocato insieme. Allo stesso tempo questa scelta è dettato dal fatto che giocavamo come una squadra e le responsabilità erano spalmati su tutti i giocatori.

Va segnalata un’ottima prestazione di Claudia Acerbis che per tutto il mondiale ha avuto un alto rendimento di punti dai dischi recuperati dalla difesa; anche Beatrice Sisana ha cominciato, dopo i primi tre giorni di torneo, a fare molte difese, come anche Vanessa Barzasi la quale si è rivelata fondamentale per dare cambi in attacco.

Laura Fantinato e Giulia Baroni hanno dato sicuramente nella prima parte del torneo un apporto fondamentale in attacco: Giulia in particolare ha fatto molte mete, magari poteva anche prendersi qualche responsabilità in più nel gioco alla mano verso.

La giocatrice Silvia Rizzi, alla prima esperienza in Nazionale, ha tenuto il campo ed è riuscita in alcune fasi delle partite a bloccare giocatrici di esperienza sicuramente superiore alla sua.

La scelta di portare 6 ragazze, però, si è rivelata non ottimale: se avessimo avuto una donna in più, magari portatrice, avremmo avuto un cambio alla nostra linea d’attacco, per avere anche lanci lunghi da parte dalle donne.

Chiudo dicendo che più volte abbiamo giocato con tre donne come scelta tattica per porre l’accento sulle nostre capacità fisiche superiori dato che tutte le nostre ragazze erano veloci e brave in difesa.

Per quanto riguarda il reparto maschile va sottolineata un’ottima prestazione da parte di Cristian Kouame il quale ha fatto cadere dischi a giocatori blasonati incontrati in tutto il mondiale, con intercetti in tuffo mozzafiato; la solidità difensiva di Federico Sapucci e Alessandro Franceschi in molte partite si sono rivelate la chiave. E’ stato proprio Franceschi a far la difesa sul punteggio di 8 a 8 contro il Canada che per un attimo aveva dato l’illusione di un possibile sorpasso. Federico Forte, Nicola Pozzi e Alberto Girotto hanno giocato un buon mondiale, peccato non abbiano avuto la zampata quando le prime linee erano in difficoltà, ma anche loro hanno un ampio ventaglio di cose buone fatte.

Per quanto riguarda la coppia Francini-Galli, ha tenuto su il nostro attacco con tanti assist per tre quarti del Mondiale; purtroppo hanno pagato la stanchezza e un piccolo infortunio da parte di Francini dopo la partita col Canada. Questa cosa ha influenzato parecchio il gioco negli ultimi tre giorni ma le magie dei lanci di Francini e le mette fatte da Galli hanno fatto tremare mezzo mondo.

Per quanto riguarda me stesso, rimane il rammarico di quella prima parte di partita sbagliata con l’Inghilterra, con errori di fretta per cercare di mettere subito l’avversario sotto pressione: nonostante i tanti turnover generati, avevamo soltanto un 4 a 3 di vantaggio nel primo half.

Per concludere, questa esperienza mi ha piacevolmente coinvolto e mi ha fatto vedere quanto vasto sia il mondo del beach ultimate: erano presenti tantissimi giocatori forti ed era un evento con più di 2.000 atleti, dirette streaming e una grande organizzazione. Sono sicuro che in futuro l’Italia darà grandi soddisfazioni>.

Piero Pisano
Piero Pisano

...appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente. Tutto per un disco di plastica...