Trent’anni all’ombra della Madunina

Mary, Madonna, Madonnina (little Madonna), Madunina”. La strada intrapresa per spiegare a uno straniero il significato del nome del torneo è (quasi) lunga come la storia del torneo: trentesima edizione per l’evento milanese. Una storia di ultimate, di divertimento, di sacrifici, di santi protettori e di momenti indimenticabili dentro e fuori dai campi. Ne parliamo con Davide Tremolati di Ultimate Milano.

L: Trent’anni di storia sono un bel risultato, la soddisfazione deve essere tanta, gli insegnamenti accumulati ancora di più. Come si evolve un torneo che arriva al trentesimo anniversario?
D: Sicuramente la soddisfazione è tantissima e grande, soprattutto dal momento che tutto quello che offriamo ai nostri ospiti è autoprodotto da Ultimate Milano e quindi frutto di fatica, tempo e soprattutto della passione delle persone che decidono di impegnarsi. Tuttavia non bisogna mai accontentarsi: qui a Milano siamo fortunati, possiamo apprendere da tante realtà diverse l’arte di organizzare eventi. Cambiano le persone che si impegnano, il ricambio in questo senso è un fattore naturale; cambiano i giocatori di ultimate. A questo proposito, ecco un dato interessante: l’età media dei giocatori di ultimate si è abbassata a tal punto che la birra non è più la bevanda più venduta durante il torneo, bensì la Coca-Cola (che è comunque meno venduta della salamella, autentico simbolo del Madunina). Bisogna tenere d’occhio tutta una serie di fattori per permettere ai conti di quadrare e fare un torneo che soddisfi tutti.

L: Parliamo allora del torneo: cosa ci riserva questo anniversario?
D: Sarà un’edizione ricchissima e si cercherà di offrire tantissimo, con un occhio rivolto alla spesa per giocatore, che vuole essere contenuta. Il torneo si terrà il 9 e 10 settembre presso il centro sportivo di Cernusco sul Naviglio. Innanzitutto siamo estremamente fieri del fatto che il Madunina, dopo i CIU, sia un torneo Mixed regolamentare con tre o quattro donne sulla linea (senza ricorrere alla formula Loose-Mixed adottata dalla stragrande maggioranza dei tornei italiani). Da quest’anno ci sarà un torneo Junior in concomitanza: raccogliamo i frutti di un grandissimo lavoro operato nelle scuole di Milano, finanziato dagli introiti delle scorse edizioni del torneo. La struttura che ospita il torneo, che si trova a pochi passi da uno dei Navigli, è facilmente raggiungibile ed è dotata di ottimi campi in erba e di una piscina accessibile dai giocatori. Ci saranno più gadget per giocatore e per la squadra (restano un segreto). Sveliamo, però, il tema del party: circus. Ci affidiamo alla fantasia dei giocatori di ultimate per vedere animali esotici e bestie rare ballare sulla pista. Ci teniamo a sottolineare che il Madunina è un torneo completamente homemade e per quanto possibile green e amico dell’ambiente: uso limitato della plastica e bicchieri su cauzione per cercare di non inquinare.

L: Com’è andato il reclutamento delle squadre?
D: Molto bene, abbiamo avuta una consistente richiesta da parte di squadre straniere: essendo il nostro un torneo molto incentrato sul divertimento, le squadre provenienti dall’estero spesso cambiano e tendono a tornare con una cadenza di due o tre anni. Se rispetto allo scorso anno ci sarà un abbassamento delle squadre da 18 a 16 sarà per garantire a tutti un’esperienza di gioco migliore unita alla possibilità per tutti di godersi la piscina e l’ambiente festoso del torneo. La parte più critica sarà decidere quali squadre non potranno partecipare al torneo…

L: Perché partecipare al trentesimo anniversario del Madunina?
D: E’ un torneo Mixed; è un torneo low cost; è un torneo che si svolge interamente in una sola location, permettendo ai partecipanti di dimenticare completamente l’auto per due giorni; è un torneo in cui è tutto fatto in casa, dalla salamella ai banconi del bar, al party; è un torneo che serve a finanziare la diffusione del movimento di crescita del nostro sport preferito. Durante la premiazione del torneo, vorremmo cercare di coinvolgere il mitico Valentino Di Chiara, il pioniere del disco: è colui che ha portato per la prima volta un frisbee in Italia e a cui sono legati gli ideali di rispetto dell’avversario e una visione non necessariamente agonistica dello sport. Un’occasione da non perdere per incontrare un personaggio leggendario.

Piero Pisano
Piero Pisano

Appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente: tutto per un disco di plastica