Meglio soli o in compagnia?

 

In questi ultimi anni sono nate nuove realtà sportive nel circuito, e molte stanno nascendo proprio in questo periodo. Ma qual è la scelta migliore: aprire una nuova società sportiva o unirsi ad una polisportiva del territorio? Vediamo il panorama attuale e scopriamo pro e contro.

La zona più prolifica è sicuramente Bologna, dove esistono ben 3 società sportive che hanno tutte fatto la stessa scelta: unirsi a polisportive già presenti sul territorio.

Questa scelta da alcuni vantaggi: comodità, sprint iniziale, contatti.

_Con la parola comodità intendiamo che, se avete trovato la polisportiva disponibile e il presidente è contento di aprire un nuovo settore, l’iter burocratico è relativamente semplice. Il direttivo viene convocato, vota e il gioco è fatto. Altra cosa estremamente comoda è tutta la parte di contabilità che viene già gestita dalla polisportiva (iscrizioni, assicurazioni, affiliazioni, tesseramento ecc). In questo caso bisogna solo capire il meccanismo per poi infilarsi nella procedura che la polisportiva segue già da anni.

_Per sprint iniziale intendiamo che sicuramente verrà data molta visibilità sui mezzi di comunicazione della polisportiva a questa novità: sul sito, sui social, sulla rivista ecc e l’informazione arriverà facilmente a molti contatti. Quindi può essere relativamente facile avere un buon inizio, magari anche perché la polisportiva decide di venirvi incontro perfino economicamente per sostenere i primi passi.

_Per contatti intendiamo tutte quelle conoscenze politiche e sportive che una polisportiva presente sul territorio da anni può avere: accesso facilitato con l’assessore di turno, rapporti con i gestori degli impianti sportivi, condivisione di materiali tra i vari settori (cinesini, coni, casacche, ostacoli, materiale da palestra ecc ecc).

Ma non ci sono solo vantaggi. I contro sono sicuramente la minore autonomia e l’ereditare una certa storia di cui, in realtà, si è completamente slegati.

_Per minore autonomia si intendono tutte quelle scelte che non puoi fare o che sei obbligato a fare per motivi “politici”: può essere che la polisportiva abbia una forte impronta agonistica, oppure l’inverso, cioè estremamente ludica, e bisogna adeguarsi. Oppure può essere che la polisportiva imponga un certo tipo di abbigliamento, un certo tipo di sponsor, magari anche il nome della squadra. Gli esempi possono essere infiniti, tutto dipende dalle linee guida che vengono indicate.

_Per eredità invece intendiamo tutti quei pregiudizi che, inevitabilmente, hanno le realtà storiche del territorio: “quelli sono tutti di destra/sinistra”, “quelli sono tutti cattolici/atei”, “quelli sono tutti dei furfanti/rompiballe” ecc. Anche qua la casistica può essere infinita, ma sta di fatto che una parte dei potenziali iscritti te li sei persi a priori, e magari anche alcuni impianti sportivi (con cui magari nel passato ci sono stati problemi) ti chiudono subito le porte in faccia.

Invece, se guardiamo ad altre realtà molto attive come Rimini o Padova, vediamo che la loro scelta è stata quella di formare una nuova realtà sportiva. In questo caso i vantaggi sono sicuramente la novità e la libertà.

_Per novità intendiamo l’effetto sorpresa che una nuova realtà sportiva (soprattutto in un piccolo comune) può sortire sui residenti, con tutta la curiosità che ne segue e magari la forte copertura mediatica che puoi ottenere dai giornali locali o dal semplice passaparola.

_Per libertà, intendiamo che puoi sicuramente fare tutto quello che ritieni più opportuno per la squadra, senza imposizioni dall’alto, regolamenti o linee guida da seguire e quant’altro: puoi cercare tutti gli sponsor che ritieni opportuno, puoi usare tutti gli impianti sportivi che preferisci, puoi puntare solo su certe zone della città o solo su un certo tipo di cittadinanza, puoi mettere il costo di iscrizione che pensi sia più indicato e così via. Anche sui social puoi scegliere il tipo di comunicazione che preferisci.

Ma sicuramente non mancano i contro: burocrazia e responsabilità, partire da zero, eventuali “muri”.

_Per burocrazia intendiamo tutti quei passaggi che dovrai fare (statuto, tasse, assicurazioni ecc ecc) e seguire direttamente per essere in regola e poter usufruire di tutte le opportunità comunali. Non sono poche, qualcuno ci deve stare dietro. E in più c’è la responsabilità del presidente (se ci si fa male, o peggio). Anche quella qualcuno se la deve prendere. Insomma, non è una cosa impossibile ma bisogna essere consapevoli di quello che si fa o si firma.

_Poi si parte da zero, quindi non è detto che sia così facile trovare impianti sportivi, convenzioni, accordi con le scuole, contatti ecc ecc.

_E, legato al punto precedente, magari si incontrano dei “muri” invalicabili: può essere che non ci siano molti campi da gioco nella tua zona e le realtà preesistenti potrebbero fare in modo di lasciarti poco spazio o non farti entrare. Possono essere diversi gli ostacoli che ci si trova ad affrontare quando “si entra come estranei nel mercato sportivo”, perché magari il bacino di giocatori nel tuo caso è piccolo quello e magari non si vede di buon occhio l’arrivo di un nuovo sport.

 

In conclusione, possiamo dire questo: appena nati può essere più comodo appoggiarsi ad una realtà sportiva già esistente sul territorio. Poi, se si diventa grandi e magari le regole della polisportiva iniziano a stare strette, si può pensare di rendersi autonomi e andare da soli. Con tutti i vantaggi e i rischi del caso.

A voi la scelta.

Piero Pisano
Piero Pisano

Appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente: tutto per un disco di plastica