Intervista a Tommaso Cuccarolo, fondatore di Ultimate Coaching

E’ laureato magistrale in Psicologia del lavoro e delle organizzazioni a Padova e da più di due anni ha fondato la sua attività lavorativa su un metodo originale di formazione esperienziale e career/life coaching unico in Italia. Rimanendo in ambito frisbeestico, Tommaso Cuccarolo è un giocatore dei Barbastreji di Padova, ha il brevetto di tecnico di 1° livello ed è il formatore esperienziale della nazionale italiana maschile U24 dopo esserlo stato nel 2016 per la U20.

P: Quando ti sei avvicinato al nostro amato sport?
T: Ho iniziato a giocare ad ultimate nell’ottobre 2013 a Padova quando ho incontrato alcuni giocatori al parco che lanciavano il disco. Incuriosito ho preso contatto con loro iniziando a giocare con la seconda squadra di Padova, che poi sarebbe diventata i Barbagianni. In quell’anno (2013/2014) abbiamo partecipato alla serie C e abbiamo vinto lo spirito del gioco. L’anno successivo ho iniziato a giocare con la prima squadra, i Barbastreji e siamo arrivati quarti in campionato nel 2015.

P: Di cosa si occupa Ultimate Coaching?
T: Il metodo che ho creato, dal nome Ultimate Coaching, si applica in contesti diversi ed utilizza diversi strumenti e metodi per adeguarsi al contesto. In due anni e mezzo di attività ho svolto formazione esperienziale in azienda con top manager provenienti anche da diverse parti del mondo e con dipendenti del settore vendite o responsabili HR. Ho svolto più di 20 edizioni del mio laboratorio in 6 diversi contesti. Mi occupo di formazione per lo sviluppo del potenziale della persona (Self- Empowerment), di ricerca attiva di lavoro presso centri per l’impiego, di Life/Career/Businnes coaching per singole persone, di formazione ai licei e alle università con vari temi: dalla prevenzione di comportamenti disfunzionali (abbandono scolastico, bullismo), alla progettazione professionale futura, alla scelta universitaria e alla delineazione di piani di carriera una volta conclusa l’università. Ed infine ho creato un modello ad hoc per le nazionali del nostro sport.
La formazione esperienziale utilizza il ciclo di apprendimento esperienziale definito da D.Kolb per far apprendere agli adulti nuovi comportamenti o competenze trasversali tramite l’esperienza diretta. Questo metodo risponde ai bisogni di apprendimento degli adulti, diversi dai bisogni dei bambini, mettendo gli adulti in condizione di apprendere attivamente tramite l’esperienza concreta, l’osservazione riflessiva rispetto ai comportamenti attuati nell’esperienza, contestualizzando le osservazioni in modo più ampio per poi sperimentare attivamente nuovi comportamenti e rincominciare il ciclo.
Il Self Empowerment è un altro metodo che utilizza la motivazione della persona come “carburante” per metterla in azione, sperimentando una serie di nuovi comportamenti e strategie per raggiungere ciò che desidera per sé stessa. E’ un metodo per sviluppare la motivazione, l’autodeterminazione e le percezioni d’efficacia, la responsabilità personale nel compiere scelte in direzione dei proprio obiettivi, per aprire nuove strade da percorrere per raggiungerli e reperire nuove risorse, sia interne che esterne a sé, per crescere sia personalmente che professionalmente. Questo metodo lo utilizzo anche nel coaching per supportare la persona nella propria crescita personal/professionale.

P: Come e quando è nata l’idea?
T: L’idea è nata ancora quando ero all’università, durante il mio tirocinio pre-laurea magistrale in una società di formazione di Padova. Lì ero a contatto diretto con un contesto molto stimolante e ho raccolto molte informazioni da formatori e giocatori di Padova molto esperti. Nella formazione esperienziale si è soliti usare sport di squadra come metafora per sviluppare competenze e dinamiche di gruppo ma nessuno lo aveva fatto prima con l’ultimate. Ho unito passione e metodo e già a Marzo 2015 ho svolto il primo laboratorio di formazione, creando esercizi ed avvicinando l’apprendimento iniziale dell’ultimate e i suoi valori all’apprendimento esperienziale per adulti di D.Kolb. Così ho iniziato ad utilizzare lo sport che pratico per creare la mia attività lavorativa e per aiutare altre persona a crearsela tramite l’utilizzo del metodo che ho utilizzato su me stesso. Da quando ho iniziato non ho mai smesso di creare nuovi esercizi, adattare e perfezionare quelli che ho appreso tramite le mie esperienze ed è per questo che ogni intervento è unico e ben calibrato per il target a cui si rivolge.

P: A chi è rivolta in particolare questa metodologia?
T: L’ultimate coahcing è versatile e flessibile, si rivolge ad un’ampia popolazione eterogenea con diversi servizi personalizzati poiché l’attenzione è tutta sulla persona nella sua interezza. La formazione esperienziale si rivolge agli studenti di licei, agli universitari, a chi cerca lavoro, a chi lavora in azienda e anche ai giocatori della nazionale italiana di ultimate frisbee.
Il coaching si rivolge a persone singole che vogliono gestire i cambiamenti al meglio, sviluppare il proprio potenziale o progettare il proprio futuro professionale.
Le consulenze si rivolgono a persone singole utilizzando il metodo Self empowerment che permette di riacquisire la gioia e il piacere di svolgere le attività professionali o di aprire nuove possibilità di sviluppo personale e di prendere consapevolezza e responsabilizzarsi rispetto alle scelte personal/professionali future.
Prima di applicarlo su altre persone o su gruppi, ho applicato e perfezionato il metodo su di me ed in 4 anni sono arrivato a raggiungere obiettivi che prima erano solo nelle mia mente come possibilità remote ed ora sono risultati raggiunti.

P: Perchè ritieni che l’ultimate frisbee sia più adatto a questa attività rispetto ad altri sport?
T: Sono i valori di questo sport unico che permettono di adattarsi meglio agli obiettivi della formazione e del coaching. Non essendoci arbitro le persone e i giocatori sono totalmente responsabili del proprio operato e delle scelte prese in campo, di quelle dei compagni e degli avversari per garantire un corretto svolgimento delle attività. Lo spirito del gioco è il gioiello di questo sport che può riportare gli adulti, che se ne sono dimenticati, l’importanza del gioco e del divertimento autentico per l’apprendimento e per la qualità della vita. Portare lo spirito in ufficio è molto importante per garantire un buon clima, responsabilizzare la persona ai propri compiti ed al supporto dei compagni, allenare la determinazione a vincere i confronti con i competitors lealmente ed onestamente, comunicare in modo assertivo e non violento sia con i compagni di squadra sia con gli “avversari”. Ho creato un metodo unico che sfrutta i punti forti del nostro sport e li mette a servizio degli obiettivi di apprendimento per adulti. Tutti possono imparare a lanciare il disco ed è l’unico sport che permette ad uomini e donne di giocare insieme per dare il meglio di sé a servizio della squadra. Il nostro sport è molto divertente ed incuriosisce molto le persone che non lo conoscono, abbiamo il privilegio ma anche il dovere di portarlo oltre il nostro contesto per diffonderlo e per far conoscere un nuovo modo di vivere l’agonismo e la voglia di vincere, sia in campo sia al lavoro. Rispettare e diffondere il buono spirito del gioco è più di una singola regola, è una metafora di vita e ne sto facendo una missione personale/professionale.

Per chi volesse approfondire, questi sono il sito internet e la pagina facebook di Ultimate coaching.

 

Piero Pisano
Piero Pisano

Appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente: tutto per un disco di plastica