Sono nati gli Ultimate SquaRE di Reggio Emilia

Stanno nascendo come funghi. Sono le nuove realtà che si stanno affacciando nel circuito italiano di ultimate. L’ultima arrivata è la città di Reggio Emilia. E la peculiarità di questa nuova squadra è racchiusa proprio nel loro nome: Ultimate SquaRE. Non avete capito? Proseguite la lettura dell’intervista a Riccardo Montanari e capirete…

P: Quando hai iniziato a giocare?
R: Sono entrato nel mondo dell’ultimate da circa 2/3 anni e, abitando molto vicino a Parma, la prima squadra nella quale ho giocato sono stati i Voladora. E’ grazie a loro se mi sono appassionato così tanto ed ho iniziato ad amare questo sport. Ho 27 anni e sono tra i 4 atleti più vecchi della squadra; questo mi fa onore e, allo stesso tempo, invidio i giovanissimi della squadra che, diversamente da me, alla mia età, avranno 10 anni di esperienza in questo sport fantastico e sempre più in crescita.

P: Quando è venuta l’idea della squadra a Reggio Emilia?
R: Dopo i primi due anni a Parma ho pensato che sarebbe stato bello riuscire a sfruttare meglio i contatti che già avevo nel reggiano: esisteva già, infatti, un gruppo di ragazzi che “giocavano ad Ultimate” in Piazza Prampolini, nel pieno centro storico di Reggio Emilia. Giocavano un tipo di ultimate abbastanza rudimentale con pochi accenni al regolamento, tanti di loro nemmeno sapevano dell’esistenza di altre realtà limitrofe sul nostro territorio. A quel punto ho deciso di concentrarmi di più su Reggio Emilia per iniziare a creare un gruppo stabile e, soprattutto, passo dopo passo inserivo e aggiungevo la spiegazione di piccole regole ogni volta, cercando di portare l’ultimate vero e proprio direttamente nella piazza più centrale di Reggio. Il gruppo è aumentato in modo smisurato, anche nel periodo invernale c’erano sempre ragazzi nuovi che, passando in piazza e vedendo questi strani oggetti volanti, si fermavano e provando a lanciare si appassionavano sera dopo sera.

P: In quanti siete ora in squadra?
R: Il gruppo ad oggi è numeroso a tal punto che, quando ancora ci troviamo a giocare in piazza, non c’è abbastanza spazio per giocare ed allenarsi, raggiungendo anche le 25/30 persone. Per fortuna nel frattempo siamo riusciti a trovare un accordo per un campo in cui allenarci: questo ci da la possibilità ovviamente di poter fare allenamenti molto più professionali e strutturati piuttosto che sull’asfalto e tra la gente della piazza. Queste ultime parole però sono in forte contrapposizione con la reale opportunità di visibilità che la piazza regala ad uno sport come l’ultimate: senza la piazza, infatti, non saremmo nemmeno riusciti a creare un gruppo di amici così uniti e appassionati.

P: Quale sarà il vostro primo torneo?
R: Il nostro primo torneo come Ultimate SquaRE potrebbe essere ancora lontano un paio di mesi, ma molti dei componenti della squadra hanno già partecipato ad alcuni tornei in formula HAT (Viareggio con 8 giocatori), e parteciperanno ad altri tornei non nei prossimi mesi (il Madunina di Milano, il Discoludens di Padova, l’Hat di Parma).

P: Quali obiettivi avete quest’anno?
R: Partecipare a più tornei possibili per aumentare il livello di gioco della squadra e il livello personale di ogni giocatore è sicuramente la nostra prima priorità. A seguire c’è sicuramente l’importanza dell’avere un elevato numero di giocatori molto giovani (17/18/19 anni); dare a questi giovani atleti la maggiore opportunità possibile di crescita è sicuramente un obiettivo cardine del nostro futuro. La voglia di mettersi in gioco, comunque, è una delle caratteristiche che più appartengono a questo gruppo di giovani, perciò gli obiettivi sicuramente si raggiungeranno con grande entusiasmo e voglia di crescere.

P: Come si chiama la polisportiva di cui fate parte?
R: Il nome della polisportiva è Reggio Tricolore, mentre il nome della squadra, data la forte influenza che la piazza ha avuto sulla nostra crescita, è Ultimate SquaRE. Concludo facendo u
n forte e sentito ringraziamento allo staff Voladora che, in questi anni, mi ha aiutato e sostenuto nella realizzazione di questo progetto.

Piero Pisano
Piero Pisano

Appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente: tutto per un disco di plastica