Il movimento femminile prende sempre più consapevolezza di sé

La cittadina di Caorle, oltre ad aver ospitato l’ultima edizione degli EUCF, ha anche avuto l’onore di accogliere il primo incontro internazionale MUD – movimento ultimate femminile. Scopriamo insieme quali argomenti sono stati affrontati e quali saranno gli sviluppi futuri con Eva Artoni, tra le fondatrici MUD.

P: Qual era l’obiettivo dell’incontro?
E: La riunione MUD organizzata a Caorle durante gli Eucf voleva essere un momento di confronto tra le varie realtà europee, per condividere le diverse situazioni che il mondo women sta vivendo e avere una visione più complessiva di come le varie federazioni si stanno muovendo. Principalmente voleva essere un momento di scambio di conoscenza e scambio di informazioni.

P: Chi erano i presenti?
E: Erano presenti circa 40 esponenti di quasi tutte le nazioni europee: Gran Bretagna, Danimarca, Francia, Italia, Polonia, Svizzera, Austria, Olanda, Repubblica Ceca, Slovenia, oltre al presidente Fifd e quello Euf. Inoltre, hanno partecipato anche alcune giocatrici che hanno partecipato questa estate all’EuroStars, che hanno avuto l’onore di giocare assieme affrontando i top team americani.

P: Quali sono stati i punti affrontati?
E: Inizialmente abbiamo presentato il progetto italiano MUD, attualmente composto da 15 giocatrici, mostrando gli obiettivi alla base del movimento, oltre ai primi clinic MUD organizzati e i futuri da organizzare nei prossimi mesi. Poi le giocatrici dell’EuroStars, tra cui la nostra Laura Farolfi, hanno raccontato la loro esperienza negli Usa: tutte si sono dette soddisfatte, sia per le partite giocate sia per la possibilità avuta di confrontarsi con le giocatrici d’oltreoceano, che vivono in una realtà ad uno stadio maggiormente avanzato rispetto al nostro. Abbiamo anche parlato di gender equity, anche se, purtroppo, erano presenti solo 5 esponenti maschili. Infine, ogni nazione ha raccontato la propria realtà (Gran Bretagna e Danimarca si sono rivelate molto avanti), confrontandosi sui vari ostacoli che esistono nelle diverse nazioni: ci si è accorto che spesso le problematiche sono similari e sono state condivise le soluzioni adottate.

P: Quali sono state le conclusioni raccolte?
E: Abbiamo raccolto in punti gli elementi che ci sembravano fondamentali per sviluppare l’ultimate femminile in ogni nazione, in modo da lasciare una traccia a tutti da seguire in futuro: ad esempio, l’importanza di sedere nei tavoli importanti in cui vengono prese le decisioni; l’importanza di confrontarsi spesso, sia con realtà diverse, sia con altri sport, sia con il movimento maschile parlando di gender equity; l’importanza di essere un modello per la propria squadra o propria nazione in modo da ispirare altre giocatrici a seguire il proprio esempio o altre ragazze ad unirsi al nostro sport; l’importanza di pensare a tutte le divisioni di gioco, come la mixed, la master e quella junior. Possiamo dire che sia stato un momento molto costruttivo, abbiamo in programma di fare altri incontri simili in futuro.

Piero Pisano
Piero Pisano

Appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente: tutto per un disco di plastica