In arrivo il 7° hat memorial Luca Righi “Morbidi quei dischi”

Ormai non esiste più un weekend libero da tornei, raduni, campionati…  Questa domenica i Voladora di Parma propongono l’ormai famoso torneo Hat “Morbidi quei dischi“.

Domenica 19 novembre l’impianto sportivo di via Moletolo a Parma ospita il 7° Hat memorial Luca Righi “Morbidi quei dischi”.

Un toreno hat, per chi non lo sapesse (vista la poca diffusione di questo genere di tornei in Italia) è un torneo ad iscrizione singola, dove ogni giocatore si iscrive autonomamente: le squadre vengono poi formate (in maniera più o meno casuale) il giorno stesso del torneo, pescando, come vuole la tradizione, dal cappello (per questo motivo “hat”) i bigliettini coi nomi di tutti i partecipanti.

Il ritrovo è infatti fissato per le 9.15 mentre le partite avranno il via alle 10. Le premiazioni finali sono previste per le 18. Una particolarità del torneo è che le partite saranno giocate per metà indoor e per metà outdoor, quindi è necessario portarsi il doppio abbigliamento e le doppie scarpe da gioco.

Ma l’aspetto sicuramente più importante della giornata è la persona a cui è dedicato il torneo: Luca Righi. Luca è stato uno dei fondatori dei Voladora, ricoprendo anche la carica di presidente della società e investendo molto tempo nel suo sviluppo.

“Morbidi quei dischi” era la sua frase preferita tutte le volte che, ad allenamento o in partita, qualcuno tirava l’immancabile sassata quando non era necessario, piegando le dita del proprio compagno.

Nel 2008 ha avuto l’onore di essere selezionato nella nazionale master e di partecipare ai mondiali 2008 di Vancouver, dove la squadra vinse il Sotg. Oltre alle partite, in quell’anno Luca ha dovuto affrontare una malattia che non è riuscito a superare. Per questo motivo l’intera parte dei costi del torneo vengono devoluti nella lotta contro il cancro.

Personalmente, ricordo Luca come il “primo” avversario con cui abbia lanciato: era il febbraio del 2005, avevo iniziato da poche settimane e come tutti fui catapultato in un piccolo torneo indoor (di cui non ricordo il nome) che in quel periodo veniva organizzato a Bologna (anche in quel caso si trattava di un torneo hat).

Un po’ spaesato e impaurito visto che non conoscevo nessuno, Davide Morri, per farmi scaldare, mi disse: “Fai due lanci con Luca, così raddrizziamo quel tre dita”. Ecco, questo è il primo ricordo che ho se penso al mio primo torneo di ultimate: conoscere persone alla mano, come Luca, disponibili a perdere 10 minuti del proprio tempo con un principiante che non sapeva lanciare.

 

 

 

 

Piero Pisano
Piero Pisano

Appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente: tutto per un disco di plastica