Italiani all’estero. Intervista a Michele Grazzini

Per la rubrica “Italiani all’estero” oggi vi presentiamo la nostra intervista a Michele Grazzini, scuola Cus Bologna, una delle giovani promesse delll’ultimate italiano. Pur essendo giovanissimo (è un 2002), attualmente vive a Monaco, in Germania: scopriamo perchè.

P: Quando hai iniziato a giocare?
M: Come molti miei coetanei, ho iniziato a giocare in una scuola media di Bologna, scoprendo l’ultimate frisbee nel 2014, durante una lezione mattutina, e poi partecipando al gruppo sportivo pomeridiano insieme ad alcuni compagni di classe. Mi sono sempre più appassionato e a settembre 2015 ho deciso di iscrivermi negli Uncountable, una nuova squadra che stava nascendo nel mio quartiere.

P: Cosa ti è piaciuto di questo sport?
M: Possiamo dire tutto: il forte agonismo che c’è in partita nonostante non ci sia l’arbitro e i giocatori cerchino di evitare i contatti fisici; la possibilità di tuffarsi, correre e saltare; il fatto di lanciare il disco lungo con diverse traiettorie…

P: Quando e perchè ti sei trasferito all’estero?
M: Per motivi di lavoro dei miei genitori ci siamo trasferiti a Monaco nel 2016. Ora studio là ma mi piacerebbe tornare a Bologna per fare l’università.

P: Ora in quale squadra ti alleni?
M: Gioco nella squadra di Monaco, i MUC. Hanno un buon livello di gioco e spero di riuscire ad arrivare nei prossimi anni a giocare in prima squadra, prendendo parte anche ai tornei internazionali a cui partecipano.

P: Quali sono le maggiori differenze che hai riscontrato in Germania rispetto all’Italia?
M: La differenza maggiore è che l’ultimate è diffuso in maniera più uniforme, non ci sono realtà nettamente più grandi di altre e soprattutto non ci sono zone della Germania dove non ci siano squadre. Un’altra differenza riguarda l’organizzazione dei campionati: il campionato tedesco prevede 2 weekend nelle città più centrali e facilmente raggiungibili da tutti. Essendo di 2 giorni, il formato è molto simile a quello di un torneo. Infine, il movimento junior è più sviluppato, ci sono campionati per tutte le età, under 14, under 17 e under 20: per questo motivo possono pescare da un bacino più ampio e avere delle nazionali junior solitamente di livello molto alto.

P: Quali sono state le tue esperienze con le nazionali junior?
M: Ho partecipato a 2 europei under 17 con l’Italia, e quest’anno sono entrato nelle selezioni dell’under 20 maschile per i mondiali. Invece non ho mai provato a partecipare ai raduni di selezione della Germania: un po’ perchè vengono fatti a Francoforte e mi è scomodo… e poi perchè… non ci penso minimamente!

Piero Pisano
Piero Pisano

...appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente. Tutto per un disco di plastica...