Tommaso Francini: “In futuro i Cota Viet potrebbero fare qualcosa di importante”

Dopo gli History One di Bologna, oggi parliamo del Cota Viet di Rimini. Anche questo gruppo di ragazzi ha ottenuto la promozione, passando dalla serie B alla serie A. Abbiamo intervistato uno dei loro coach, Tommaso Francini.

P: Quando avete iniziato a preparare la stagione?
T: Abbiamo iniziato a preparare la stagione già da settembre 2017, a dimostrazione di quanto ci tenessimo a fare bene in questa nuova divisione (l’anno scorso sono stati promossi dalla C alla B, ndr), consapevoli che ci sarebbe voluto tantissimo impegno e grande umiltà nei confronti di avversari sempre più “esperti”. Per questo motivo a inizio anno ci siamo dati due obiettivi: il numero 1 era guadagnarsi un posto ai playoff, il numero 2 (in caso di raggiungimento del primo) era la promozione. Personalmente non avevo idea all’inizio di come potesse reagire la squadra alla serie B, forse il campionato più ostico che si possa giocare. Ci sono squadre giovani guidate da giocatori e allenatori già con grandi esperienze di gioco alle spalle (come Alligators e 45Giri) ma anche squadre più esperte che questa divisione la conoscono molto bene come Milano, Bergamo e Como. Insomma tutto può succedere e ogni dettaglio fa la differenza, per questo abbiamo iniziato molto presto con gli allenamenti. Inoltre, rispetto alla stagione precedente, abbiamo inserito 5 ragazzi proveniente dal gruppo Viet dei più giovani per rinforzare ulteriormente il roster e far crescere più velocemente questi ragazzi.

P: Come avete organizzato gli allenamenti?
T: Non abbiamo fatto palestra, forse la inseriremo dalla prossima stagione. Gli allenamenti sono sempre stati di 2 volte a settimana per tutto l’anno. Nel periodo tra Settembre e Dicembre, oltre agli allenamenti al campo, abbiamo inserito una parte di tecnica (lancio, uso del piede perno e difesa sul disco) filmando i ragazzi e facendogli vedere il loro gesto tecnico con le nostre dovute correzioni. È stato un lavoro abbastanza intenso e non sarebbe stato possibile senza l’aiuto di Eugenio Festa al mio fianco. È stato lui a focalizzarsi molto su questo aspetto coinvolgendo da subito i ragazzi e i risultati si sono visti tantissimo. Anche se per poco, abbiamo chiesto anche a un allenatore di atletica leggera di valutare i ragazzi in alcuni gesti fisici di base come corsa, cambio di direzione, salto e grazie alle sue conoscenze è stato capace, in pochissimo tempo, di dare alcuni spunti importantissimi ai ragazzi.

P: La squadra, visto il lungo roster, era diviso tra linee di attacco e difesa? E chi faceva le scelte tattiche?
T: Noi allenatori non ci siamo divisi a priori le linee. Avevamo una linea più difensiva, una più offensiva e due linee speciali. Chiamavamo noi le linee e le scelte tattiche, in modo da consentire ai ragazzi di concentrarsi solo sul gioco, soprattutto nelle fasi più “calde” del match.

P: Adesso che siete in A cosa succederà? Come società di Rimini avrete 2 spot e potreste pensare di fondere i 2 gruppi…
T: L’idea è quella di mantenere due squadre in serie A e quindi di mantenere separati Cotarica Grandes e Cota Viet. Per esigenze numeriche ci alleneremo insieme ma non abbiamo intenzione di fondere i due gruppi. Ora che si è creata una base giovane per il futuro vogliamo che questa squadra faccia esperienze nazionali e internazionali perché solo così si migliora. Io li seguo da 3 stagioni, ho visto come sono partiti e dove sono ora; se continueranno ad impegnarsi potrebbero davvero fare qualcosa di importante.

Piero Pisano
Piero Pisano

Appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente: tutto per un disco di plastica