Le direzioni della nuova serie A maschile e femminile

Prendiamo una mini pausa dalle interviste post-campionato e passiamo ad una prima analisi della geografia dell’elite dell’ultimate maschile e femminile: analizziamo attentamente la nuova serie A del prossimo anno.

Partiamo dalla femminile: la serie A perde la squadra di Milano e le HUB, una pickup che racchiude varie giocatrici del nord con un importante gruppo di Verona e Cremona. Dalla serie B invece salgono Rimini e Bergamo. Le 3 squadre della zona bolognese non sono salite in A, mentre delle 2 squadre della zona riminese, ne è passata una.

Quindi il prossimo anno ci troveremo una A women ancora più spostata verso “sud”: 3 squadre sono di Bologna (Alligators, Discobolo e Shout), tutte di 3 società diverse; 2 squadre sono di Rimini (stessa società); 1 squadra è di Fano, nonostante le Mirine quest’anno avessero alcune “esterne”. Per esterne non intendiamo giocatrici tesserate con altre società, ma semplicemente giocatrici che si allenano spesso in altre città e con altri gruppi.

Del “nord” rimangono solo Como e le neo promosse bergamasche.

Se il baricentro si è abbassato, la serie A femminile si è spostato anche in un’altra direzione: premiare le squadre che sia allenano assieme. E’ infatti retrocessa 1 pickup e 1 squadra cittadina, sono salite 2 squadre cittadine. Il movimento vive da sempre il problema di trovare con più difficoltà giocatrici donna rispetto a giocatori uomini: fortunatamente la tendenza si sta invertendo e già ora esistono tante realtà che hanno superato questo problema. Ma, in questo primo anno di serie A e B, l’indicazione giunta dai risultati del campo sembra essere quella: è meglio valorizzare le proprie giocatrici, quelle con cui ci si allena costantemente durante la settimana, piuttosto che cercare esterne. Ne sono l’esempio la squadra di Bergamo (le Holy Cows, rinate quest’anno e subito promosse) e la squadra di Torino (le FireFlies, che hanno sfiorato di un soffio la promozione).

Ultima novità è il fatto che la società ad avere una doppia squadra non è il Cus Bologna ma la LSDF di Rimini. Sarà interessante vedere come gestiranno la doppia squadra, se faranno delle modifiche nei roster per il 2019 e se riusciranno a valorizzare e mantenere questo doppio spot.Passiamo alla maschile: abbiamo perso Brescia e Parma, è salita Milano e Rimini.

Se non possiamo parlare di modifica del baricentro (che rimane comunque molto a “sud”) e possiamo accennare alle pickup (la squadra di Fano), il tema che sembra emergere maggiormente è un altro, e lo analizzeremo nel finale.

Partiamo dalla geografia: al “sud” sempre 6 squadre di Bologna (4 del Cus, poi Discobolo e Cp), 2 squadre di Rimini e 1 di Fano; al “nord” i 3 spot di Padova, Torino e Milano. Non cambia molto ma è sempre schiacciante lo strapotere di Bologna e Rimini (che si sono prese le prime 7 posizioni… mica male).

Per quanto riguarda il tema pickup, l’unica squadra definibile in questo modo era Fano che aveva l’aggiunta del blocco toscano. Anche per loro, nonostante la salvezza raggiunta, il risultato finale non è stato entusiasmante, come se, parallelamente alla femminile, il movimento valorizzi le squadre cittadine a discapito delle pickup.

Ma il vero elemento che sta pagando maggiormente è un altro: le doppie squadre o le squadre giovanili. Le società che sono salite (Milano e Rimini) sono società che hanno lavorato bene nello sviluppo, permettendo loro di formare più squadre e di differenziare i livelli di gioco: i Donkey con una squadra esperta, i CotaViet con una squadra giovane. A retrocedere sono invece proprio Brescia e Parma, che purtroppo hanno un roster da tempo fermo e senza particolari novità.

Queste, a nostro avviso, sono le tendenze che il campionato ci vuole segnalare.

Piero Pisano
Piero Pisano

Appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente: tutto per un disco di plastica