Conosciamo i pugliesi Disc&Disc di Corato

Dopo l’articolo sugli Shamanìn, conosciamo con questo articolo la squadra “gemellata” di Corato, che ha avuto uno sviluppo parallelo fino al loro magico incontro: questo potrebbe consentire (finalmente) uno sviluppo del frisbee anche in Puglia.

Abbiamo intervistato Simone Grosso, fondatore e allenatore della squadra.

<Disc&Disc è una squadra di ultimate frisbee nata nel cuore della Puglia, a Corato (BA). Il nome Disc&Disc nasce dalla volontà di utilizzare qualcosa di caratteristico e identitario della nostra terra e del nostro popolo senza rinunciare in qualche modo all’internazionalità propria di questo sport: “disce e disce” in dialetto si dice di qualcuno che parla e parla ma non “quaglia”, abbiamo scelto di usare questo detto per ricordarci di puntare sempre a degli obiettivi in modo concreto, un memorandum che possa stimolarci nel nostro percorso a dare sempre di più e a non accontentarci; inoltre, la scritta può essere letta anche in inglese “Disc and Disc”, e il disco rappresenta la nostra passione, che non abbiamo timore di affermare e ribadire.

Personalmente sento di dover fare una dedica, con simpatia, ai tanti che mi hanno detto che portare l’ultimate in Puglia era impresa impossibile, a chi mi ha detto che in una realtà come Corato proporre uno sport nuovo rispetto ai soliti 3, sarebbe stato un fallimento, e invece…
Mi chiamo Simone Grosso e ho militato per quasi due anni nei DoubleD della squadra dei Donkey Divers di Milano e attualmente sono capitano e allenatore dei Disc&Disc (queste due “D” sono ormai croce e delizia della mia personale esperienza nell’Ultimate).

Il mio primo contatto con il disco avviene tanti anni fa, quando ho avuto come regalo questo oggetto e ho cominciato a fare i primi lanci in un parcheggio di Corato, insieme ad un mio amico anche lui affascinato dalle tantissime possibilità di lancio e traiettorie, ma anche dal silenzio e dall’atmosfera che si creava nelle nostre sessioni di lancio. Ben presto riusciamo a coinvolgere altre persone in quella che era diventata quasi una tradizione nel corso della serata, e per giocare con più intensità e senso, inventammo un gioco di squadra da praticare con il disco, in cui, incredibilmente perché ancora non conoscevamo l’Ultimate, bisognava rispettare la regola dei passi e così avanzare fino a colpire, con un tiro di precisione effettuato da una distanza minima, un palo posto all’estremità del parcheggio. Un palo e un albero erano le nostre “mete”, il disco il nostro strumento. Non ci serviva nient’altro per correre e divertirci da matti, fino a grondare di sudore; chiamammo questo sport il “Frigby” (unendo la parola “frisbee” con “rugby”, come potete immaginare da questa combinazione il nostro gioco amatoriale non implicava l’assenza di contatto fisico, anzi..).

Partendo da qui potete immaginare il nostro entusiasmo quando abbiamo scoperto l’esistenza dell’ultimate, questo, per noi, sconosciuto sport di squadra, innovativo sotto tanti punti di vista e soprattutto accattivante e divertente. Nel corso delle settimane successive, abbiamo provato a praticare l’ultimate, con
scarsi risultati però: nessuno di noi conosceva in maniera approfondita questo sport e quindi il nostro gioco era un’accozzaglia caotica di giocatori che non sanno bene che fare e come muoversi.

Questa piccola fiammella si spense dopo poco tempo, per poi riaccendersi e divampare circa 5 anni dopo quando, dopo aver maturato una fantastica esperienza tra le fila dei Donkey Divers, ero deciso a tornare nella mia terra e portare un pezzo di questo mondo con me. (ringrazio di cuore tutti gli “asini” e le “asine” per gli intensi allenamenti, per le bellissime esperienze dei tornei e dei campionati e soprattutto per avermi dato la possibilità di sentirmi parte di un qualcosa di più grande, come una grande famiglia, in una città come Milano, tanto vasta e bella quanto dispersiva per un ragazzo come me, nato e cresciuto in un paese in provincia di Bari).

La prima vera partita dimostrativa di ultimate l’abbiamo fatta durante un evento di commemorazione delle vittime dell’incidente ferroviario avvenuto tra Corato e Andria nel 2016: Komorebi 2018, organizzato dall’Associazione Francesco Ludovico Tedone, un’ associazione sportiva e culturale, nata in ricordo di una delle vittime di quel tragico incidente. Ed è qui che la nostra storia si intreccia con questa realtà del territorio che sa guardare alla bellezza e alle novità e sa offrire esperienze culturali, artistiche, e adesso anche sportive, che smuovono le abitudini e l’inerzia della nostra città.

Questa partnership ci porta nel Novembre del 2019 a tesserarci presso l’ente di promozione sportiva “Libertas” di Bari, e a darci finalmente la forma di un’associazione sportiva a tutti gli effetti, con una palestra per i due allenamenti infra-settimanali e il campo della polisportiva “San Gerardo” per le partite all’aperto nel fine settimana. Attualmente contiamo 10 tesserati, tutti uomini dai 17 ai 30 anni, tra le nostre fila, nell’arco della nostra formazione, hanno militato alcune ragazze e anche ragazzi delle scuole medie, altri ragazzi che vivono a Bari, e un caro compagno che si è trasferito in Australia e nonostante le migliaia di chilometri tra noi, ci segue con passione.

Nel nostro percorso, con una coincidenza quasi mistica e grazie all’aiuto di Vincenzo Villa (Vega) giocatore e capitano dei “Moletov” di Torino che ci ha messo in contatto per la prima volta, abbiamo poi incontrato il capitano e allenatore degli Shamanìn di Gravina in Puglia, Giuseppe Lobaccaro: abbiamo scoperto di non essere gli unici giocatori della Puglia e che c’è qualcuno nelle vicinanze che porta avanti un progetto parallelo al nostro e che condivide con noi il sogno di affermare questo sport nella realtà del nostro territorio.

Inutile dire che è stata un’Epifania e da quando ci conosciamo gli Shamanìn rappresentano per noi i nostri avversari, ma soprattutto i nostri amici e compagni, e nel Gennaio 2020 unendo le forze ci siamo catapultati a Bologna per giocare il nostro primo torneo nei panni dei “Pulliesi”, squadra rivelazione nei risultati e nei chilometri percorsi per essere lì per questa occasione. Questo torneo ha gasato gli animi di tutti e sarà il primo di una lunga serie, puntiamo a partecipare ad almeno altri 2 tornei nel corso del 2020 e a organizzarne uno in Puglia nel 2021, forse Beach Ultimate per sfruttare le belle spiagge della nostra regione, unite alla nostra proverbiale ospitalità e al buon cibo.

Abbiamo un buon rapporto con la FIFD, siamo in contatto con la commissione Sviluppo e adesso che siamo in 3 tecnici della Federazione sul territorio, stiamo preparando progetti di promozione sportiva nelle scuole medie e superiori, a partire dal nostro territorio prima e con un occhio più in là anche alla zona di Bari e in particolare al canale universitario sportivo rappresentato dal CUS.
Per gli obiettivi legati all’avviamento della squadra stiamo crescendo come numero di giocatori e impegno, stiamo terminando il logo e a brevissimo realizzeremo decine di dischi con il logo della nostra squadra, e lo stesso faranno gli Shamanìn, non vediamo l’ora di far volare i nostri dischi in giro per la Murgia, per la Puglia e per l’Italia>.

Piero Pisano
Piero Pisano

Appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente: tutto per un disco di plastica