Conosciamo il disc dog: cenni storici

Inizia oggi (finalmente) la nostra rubrica dedicata al disc dog, praticamente l’unica disciplina frisbestica che ancora non avevamo coperto. A presentarci questo sport, Filippo Salsa, giocatore di disc dog e ora nuovo collaboratore di Itadisc.

Eccoci qui finalmente a parlare di disc dog: un vero e proprio sport cinofilo con federazioni, regolamenti e gare.

Incominciamo, dunque, il nostro viaggio alla scoperta di questa disciplina da una breve introduzione storica.

Stati Uniti, anni ‘70, più precisamente il 4 agosto 1974. Alex Stein, un ragazzo di 19 anni, durante il famoso half time di una partita della Major League di Baseball, scavalcó le barriere, corse in campo con il suo cane Ashley (un giovane levriero) e, con un paio di dischi, intrattenne il pubblico per una decina di minuti, per poi essere scortato fuori dalla security. Il destino volle però che l’intera partita fosse trasmessa in diretta nazionale e così tutti iniziarono a parlare di disc dog.

Ma come funziona una competizione?

Esistono due tipologie diverse di gare che la coppia padrone-cane, detta BINOMIO, può scegliere: distance e freestyle.

La prima è strutturalmente semplice e si avvicina molto all’idea di lanciare il frisbee al cane. Serve un disco e un campo 45×20, diviso in zone rispetto alla distanza dalla throw line. I dischi che vengono utilizzati sono di diversi tipi e soprattutto diversi da quelli usati nell’ultimate. Un lancio per essere considerato valido dev’essere preso al volo dal cane all’interno del campo gara. Il binomio avrà a disposizione 1 minuto di tempo per effettuare più lanci corretti possibile.

Le gare di freestyle rappresentano invece la categoria più ambita, dove entra in gioco anche la creatività del singolo. Con un numero di dischi variabile da 5 a 10, ogni binomio ha a disposizione al massimo due minuti per creare una coreografia, detta “Routine” e mettere in mostra le proprie capacità. In questo tipo di competizione contano molto sia i trick insegnati al cane che le abilità del lanciatore. Dimenticatevi il chicken wing… è un lancio troppo semplice. Questa coreografia viene valutata da diversi giudici  in base a 3 criteri: abilità del cane, abilità del padrone e feeling del team. Viene poi calcolato un rapporto numerico tra lanci fatti e lanci presi dal cane.

Al momento nel mondo del disc dog esistono 4 grandi formati internazionali con regolamenti e gare differenti, mentre  in Italia abbiamo un formato nato 3 anni fa con lo scopo di promuovere un sempre più crescente movimento. Ed è un onore e un piacere sapere che il coronamento di questo cammino è l’organizzazione dei mondiali UFO (uno dei 4 maggiori formati mondiali) qui in Italia… non vedo l’ora di parlarne e di prendervi parte.

Articolo di Filippo Salsa

Foto di copertina di Christoph Skadal

Piero Pisano
Piero Pisano

Appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente: tutto per un disco di plastica