Elezioni FIFD: un membro dell’attuale direttivo si ricandida

Stanno venendo alla luce le candidature a consigliere. Questa volta a scoprire le carte è Andrea “Bergy” Temporin, membro dell’attuale direttivo (e con 2 mandati alle spalle). Leggiamo cosa ha scritto nell’email inviata ieri alle società.

<Dopo lungo meditare scrivo questa email, sia per mettere alcuni puntini sulle i (a titolo ovviamente personale) su quanto avvenuto all’interno del Consiglio Direttivo uscente, sia per proporre la mia candidatura (in qualità di rappresentante dei tecnici) in vista delle imminenti elezioni (alla quale potrebbe seguire la richiesta di supporto alla candidatura, attraverso quelle firme che come sapete sono indispensabili per candidarsi. Fermo che in una democrazia liberale dare a qualcuno la possibilità di candidarsi non impone poi di dare a costui i propri voti in assemblea, ovviamente).
Spesso, in questi mesi, avrei voluto rispondere “per le rime” a chi pubblicamente lanciava accuse (più o meno velate); l’ho spesso anche fatto ma la maggioranza del Direttivo ha sempre ritenuto che quelle mie mail non potessero essere inviate in quanto troppo forti: ci poteva stare e, anche per “senso delle istituzioni”, mi sono adeguato, non rispondendo neanche come privato. A questo punto, però, avendo anche appreso dei vari movimenti “sottobanco” in atto (nel senso che nell’attuale Direttivo, le intenzioni di qualcuno non sono mai state palesate. Non era obbligatorio, certo. Opportuno forse si’, ma amen), vorrei fornire pubblicamente la mia versione dei fatti (internamente e privatamente l’ho già fatto), anche come premessa fondamentale della mia ricandidatura.
Questo Direttivo aveva iniziato a lavorare bene, nonostante la “divisione” tra chi aveva scelto di candidarsi “con il Presidente”, condividendone il programma, e chi si era candidato da singolo (possiamo dire in opposizione? Non saprei, a tutt’oggi). Il lavoro in Federazione però, mette di fronte a scelte e decisioni che non sempre possono essere “categorizzate” sotto i punti di un programma. Questo perché sotto il cappello della federazione ci sono realtà microscopiche e dilettantistiche in tutto e per tutto e realtà 20 o 30 volte più grandi con strutture professionali o quasi; atleti/e che per dedizione e impegno sono (purtroppo solo di fatto) dei professionisti e veri e propri amatori; ASD attive e vogliose, ASD inattive e dormienti; ecc ecc. Lo stesso punto di un programma, pertanto, può nel concreto significare una cosa per i primi e il suo opposto (o quasi) per i secondi. Per bene governare il nostro mondo, quindi, occorre – sempre a mio personale avviso, lo ribadisco – una grandissima flessibilità per adeguarsi alle diverse situazioni che si vengono a presentare. E questo, a mio giudizio, ad un certo punto è cominciato a mancare. Con consiglieri fissati sulla propria idea, più vogliosi di “piantare la propria bandierina” (per mutuare una terminologia politica molto in voga oggi, quella degli slogan…) anziché disposti al confronto costruttivo e con la flessibilità di porsi in maniera diversa di fronte a situazioni dissimili (che significa poi uguaglianza di fatto Vs quella formale). Le acredini personali sono andate amplificandosi, idem alcuni personalismi, fino ad arrivare alle “roboanti” dimissioni di cui tutti sapete.
Non avrebbe senso oggi puntare il dito contro quello o quell’altro. Quando le cose andavano dette, le ho sempre dette. Internamente. Ho litigato pesantemente con amici di lunga data e fatto fronte comune con persone con le quali, fuori da quel contesto, mi lega poco o nulla. E viceversa. Abbiamo litigato su un tema, a volte ci siamo anche letteralmente mandati affanculo ma poi – almeno per me – è sempre finita lì (chi mi conosce bene, sa che è così con me). Alla discussione successiva, zero a zero e palla a centrocampo. Se ero d’accordo nel merito con coloro i quali mi ero furiosamente scontrato alla discussione precedente, nessun problema. Lo appoggiavo o votavo come lui. Magari “contro” quelli con cui fino a alla discussione prima era d’accordo.
Questo, credo, sia il senso di mettersi a disposizione di FIFD (questo infatti è. Non si pensi che chi lo fa lo faccia per potere, per arricchirsi o che altro…). E ritengo che se alcuni si fossero amabilmente mandati affanculo quando era il momento, o comunque confrontati costruttivamente, anziché legarsi le cose al dite, oggi la situazione sarebbe migliore (ma naturalmente è solo una mia sensazione, senza alcun riscontro statistico diciamo… Poi certo, le assenze ripetute e altri comportamenti “deprecabili” hanno pure contribuito. Ma queste cose, purtroppo, succedevano pure nella consiliatura precedente, senza che, tuttavia, si fosse arrivati a tali estremi).
In questi termini, pertanto, sarò lieto di mettere ancora il mio tempo e la mia esperienza di due mandati a disposizione della comunità. Senza “sotterfugi”, senza “cordate predefinite”, senza “imposizioni di voto”, senza pregiudizi, ecc. ecc. . In libertà e autonomia. Cercando di sfruttare al massimo, al servizio della comunità (che quindi quasi inevitabilmente significa lasciare qualcuno scontento, date le diversità di cui sopra), l’esperienza maturata in ormai quasi 20 anni di Ultimate, avendo avuto la fortuna di militare in tante società italiane (CUSB, Milano, Bergamo, Brescia), estere (GB e Olanda), a diversi livelli di gioco e di organizzazione interna, con le nazionali, da giocatore prima e da allenatore poi.
Nella speranza che le imminenti elezioni e la futura consiliatura – con me o senza di me, poco cambia – siano caratterizzate da una serenità maggiore di quella che ho riscontrato negli ultimi mesi e da maggior trasparenza ed onestà intellettuale. Perché la guerra tra poveri non fa bene a nessuno. Nel mondo dello sport italiano costituiamo, bisogna essere onesti, poco più di una bagnarola ammaccata: o ci decidiamo a remare tutti nella stessa direzione (per davvero!) o verremmo inevitabilmente spazzati via, con nefaste conseguenze per ognuno di noi, grande o piccolo che sia.
Buone cose
Andrea Temporin, aka Bergi
Piero Pisano
Piero Pisano

...appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente. Tutto per un disco di plastica...