Perchè si dovrebbe puntare di più sulla mixed nei prossimi anni?

Uno dei nuovi e giovani collaboratori di Itadisc propone questa riflessione.

Vorrei portare all’attenzione dei lettori qualche riflessione riguardo una categoria spesso sottovalutata nel panorama dell’ultimate italiano: la categoria Mixed o Coed. 

Quest’ultimo termine derivante da Co-Educazione e riassume bene il concetto che rende speciale questa divisione; uomini e donne collaborano per raggiungere il miglior risultato possibile.

In Italia non eccelliamo. Ci basta andare a vedere i risultati ottenuti negli ultimi anni in eventi internazionali, per club o nazioni che siano, per scoprire come non ci sia nulla di veramente significativo. Potremmo quasi considerare la sola partecipazione ad eventi mixed un bel traguardo.

Ma come mai facciamo così fatica in questa divisione? Perché, anche quando abbiamo provato a prenderla realmente in considerazione non abbiamo ottenuto buoni risultati?

La prima cosa che dobbiamo farci entrare in testa è che si può giocare Coed con lo stesso agonismo con cui si giocano le altre categorie. Può anche non essere sempre “for fun”, ed etichettare così ogni torneo mixed non è la strada giusta.

Attenzione, non mi rivolgo a chi si gode la faccia più bella del nostro sport prendendo parte ad un qualunque evento frisbistico per il semplice piacere di divertirsi e stare in compagnia, ma a chi non crede si possa avere un approccio competitivo anche in questa categoria.

Detto questo, c’è davvero bisogno di dare più spazio e rilievo a questa divisione? Questo dovremmo deciderlo tutti insieme, ma almeno poniamoci la domanda: dal 2001 l’ultimate è entrato (con il nome “Flying Disc”) nei World Games, che sono le olimpiadi degli sport in lista d’attesa per le olimpiadi. Partecipano le cinque migliori nazioni al mondo più la squadra del paese ospitante. È una grande vetrina per la nostra disciplina e da cinque edizioni a questa parte (ogni quattro anni dal 2001 al 2017) è stata scelta la mixed come unica divisione. Secondo voi, con quale categoria ci mostreremo al mondo quando avremo l’opportunità di partecipare alle Olimpiadi?

Ognuno gioca dove e con chi vuole, ma proprio per questo penso sia importante che ogni società si impegni a dare il giusto prestigio a tutte le categorie ed ad assecondare la nascita di nuove squadre mixed nelle proprie città.

 

Articolo di Andrea Fantini

 

Piero Pisano
Piero Pisano

...appassionato, tifoso, giocatore, allenatore, dirigente. Tutto per un disco di plastica...